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L'alluvione del novembre 2002 a Milano e a Pordenone (con ricordi del 65 e del 66)

Le piogge del novembre del 2002 sia in Lombardia che in Friuli Venezia Giulia determinarono conseguenze alluvionali.

Amarcord - 26 Ottobre 2018, ore 11.52

Ecco cosa accadde nel novembre del 2002, anno in cui l'alluvione bersagliò soprattutto Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

FRIULI: a Claut sono caduti ben 532 millimetri di pioggia, secondo i dati forniti dalla Protezione civile. Particolarmente bagnate, sempre in provincia di Pordenone, anche Piancavallo, dove l'acqua ha raggiunto 522 millimetri e Andreis (511 mm).

Per quanto riguarda la Liguria, il record spetta a Vicomorasso (Genova), con 475 millimetri, seguito da Torriglia (Ge), con 418.

In Lombardia, infine, le precipitazioni più intense hanno colpito Valtorta (Bg), con 276 millimetri, seguita da Valle Dorizzo (Bs), con 233 mm. Nella sola giornata di oggi sono caduti 248 millimetri di pioggia a Claut, 217 a Piancavallo e 200 a Vicomorasso.

L'alluvione di PORDENONE, oltre al 2002, ha un doppio precedente nell'autunno del 1965 e in quello del 1966, quando il Noncello è uscito dagli argini inondando campagne e paesi, interrompendo strade, provocando danni ingentissimi. Prima di allora le piene del Noncello che, con scadenza pressoché regolare allagavano i quartieri sud della città, erano chiamati con una parola quasi affettuosa, montane: questo è infatti il termine che ricorreva sino ad allora sia nella memoria popolare che nelle cronistorie cittadine.

Delle montane facevano le spese le zone al di là del ponte di Adamo ed Eva, sulla riva sinistra del Noncello. E' possibile che talvolta le montane siano state anche di particolare consistenza: tuttavia il fatto che le zone colpite fossero scarsamente abitate e con poche e in genere modeste attività produttive, limitava danni e disagi. Inoltre, come si diceva con un certo fatalismo: era sempre stato così.

Dopo gli anni 50, però, la città ha cominciato ad espandersi anche oltre il Noncello con abitazioni, attività industriali e commerciali. È così che per la prima volta nel settembre 1965 il termine alluvione viene a sostituire quello consueto di montana: dopo un'estate particolarmente piovosa, nel settembre comincia a cadere una pioggia fitta ed insistente. Il Tagliamento si ingrossa e così anche Livenza, Meduna e, buon ultimo il Noncello, le cui acque bloccate a Tremeacque, rifluiscono verso la città, dove escono dagli argini, allagando l'intera zona sud. L'invaso di Barcis fa registrare un aumento di 4 metri sopra la media.

Le strade della montagna sono interrotte da frane. Il mare, ingrossato da un forte vento di scirocco, blocca il deflusso delle acque dei fiumi che, a loro volta, sono spinte all'indietro, uscendo dagli alvei. A Latisana nella notte del 2 settembre il Tagliamento rompe gli argini proprio davanti all'abitato, che deve essere evacuato. Nella stessa giornata a Pordenone il Noncello allaga vaste zone.

In Lombardia invece ripercorriamo cosa accadde in quei giorni del novembre 2002 a nord di Milano, per l'ennesima esondazione del Seveso, ma altri comuni risultano alluvionati. Ecco le cronache di allora di MeteoLive, era il 26 novembre 2002:
MILANO
: Situazione oramai pesantissima in zona nord Milano per l'esondazione del Seveso ( che corre sotto terra): Piazza Istria cm. 50 entrata acqua nei piani terreni Piazza Carbonari lato dx sommerse le auto sino al tetto cm. 170 Via Budua : cm. 60 Viale Zara: cm. 40 da ang. Niguarda SINO Piazzale Lagosta Tutte le strade intorno a Viale Zara sono state chiuse da 10 minuti. Piazza Caserta: evacuata scuola elementare Via Veglia pompieri in gommone che aiutano gente rimasta intrappolata nei negozi oramai allagati. Nella cantina l'acqua ha raggiunto il soffitto!

LECCHESE: situazione davvero terribile. Sono mediamente 230 i mm caduti in tre giorni di precipitazioni, spesso abbondanti. L'Adda non ha retto e sta esondando in più punti creando molti disagi alla popolazione, sono centinaia gli sfollati.

MERATE: Permangono i problemi all’ospedale con l’acqua che minaccia di allagare l’intera area dei poliambulatori. Al limite della tracimazione anche il lago di Sartirana.

BRIVIO: E’scattato l’allarme rosso in centro paese. Squadre di volontari stanno innalzando l’argine con sacchi di sabbia. Il livello del fiume è altissimo e in più punti è già avvenuta la prima esondazione. Al Toffo l’Adda è fuori dall’alveo sia sulla sponda lecchese sia su quella bergamasca dove una cascina è stata completamente allagata.

IMBERSAGO: due frane si sono staccate dai costoni attorno al paesino provocando forti rallentamenti nella già precaria circolazione. Una frana si è abbattuta su Via Parrocchiale. Il livello del fiume è ormai vicino al bordo del muro di contenimento e sia a valle che a monte le acque hanno già invaso l’alzaia.

OLGIATE: L’intera area a destra e a sinistra di Via Biancanuda è completamente sommersa dalle acque e si presenta adesso come un unico grande acquitrino.

OGGIONO: Rischia l’isolamento la frazione Paù in quanto una strada è già stata chiusa al traffico e l’altra, che corre in località Piè Castello sarebbe ostruita per una frana.

CALOLZIOCORTE: I vigili del fuoco sono dovuti accorrere presso la ditta Castelli di Via della Cascata per un allagamento. CERNUSCO: Chiuso il ponte sul torrente Molgora in Via Roma. A rischio le case che sorgono a destra e a sinistra del passaggio a livello. L’accesso alla stazione avviene soltanto da Via Vittorio Emanuele.

DATI SULLA PIOVOSITA’: L’osservatorio idrometrico presso il centro meteo di Cernusco Lombardone diretto da Giovanni Zardoni segnala che dalla mezzanotte sono caduti 88 millimetri di pioggia, corrispondenti quindi a 88 litri per metro quadrato che aggiunti ai 66 di lunedì e ai 67 di domenica portano portano alla somma record di 221 millimetri di pioggia, 221 litri per metro quadrato in tre giorni.

Valtellina: sono salite ad un centinaio le persone sfollate a causa del maltempo in queste ore a Tresenda di Teglio in Valtellina dove stamani si è staccata una frana andando a colpire ben tre auto in sosta lungo la Statale 38 che resta ancora chiusa al traffico.

LODI: situazione veramente difficili nel lodigiano. Segnaliamo la tracimazione in diversi punti del fiume Adda, nel comune di Lodi, Cavenago, Bertonico. In alcuni punti, sembra di essere in qualche lago. Chiuso il ponte cittadino famoso per la battaglia di Napoleone, per il pericolo di esondazione dello stesso fuiume in citta. Situazione veramente allarmante. Allarmanti i livelli idrici di parecchi affluenti minori dell' Adda, ad esempio il Brembo.

 


Autore : Alessio Grosso

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