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L'alluvione del 14-17 ottobre 2000 al nord-ovest (prima parte)

Quell'ottobre fu molto piovoso sulle nostre regioni, anche fin troppo, tanto che le piogge abbondanti e persistenti assunsero il drammatico risvolto alluvionale sulle nostre regioni nord-occidentali

Amarcord - 15 Ottobre 2008, ore 09.18

Già all'esordio il mese di ottobre del 2000 prese una brutta piega sull'Italia. Un primo affondo depressionario di stampo nord-atlantico si intrufolò sul bacino occidentale del Mediterraneo mandando i frantumi i sogni di stabilità dell'anticiclone preesistente in loco. Il 2 del mese un minimo piuttosto profondo prese le mosse dall'Islanda e, viaggiando in seno alla saccatura, puntò dritto dritto sulla nostra Penisola. La raggiunse e vi causò un forte e generale peggioramento. Le piogge caddero abbondanti dapprima al nord poi anche sul resto d'Italia. Il minimo si insediò infatti sulle nostre regioni centrali dove proseguì la sua attività fino al giorno 8. Durante questo periodo gli intensi corpi nuvolosi si alternarono a parziali schiarite ma le correnti orientali insistettero in particolare sulle regioni settentrionali e si accumularono a ridosso delle Alpi centro-occidentali con una prolungata azione di sbarramento. Nei due giorni successivi il centro motore del vortice perse gradualmente energia e scivolò lentamente sulle nostre regioni meridionali dove apportò ancora alcuni fenomeni a carattere sparso. Nel contempo una nuova possente spinta depressionaria prese le mosse sulla falsariga della precedente e collocò il suo quartier generale sulle isole Britanniche. Il minimo che si scavò raggiunse il giorno 11 ottobre il ragguardevole traguardo di 970 hectoPascal mentre alle alte quote i geopotenziali scesero fino a 5080 metri. Con una tale potenza le correnti che furono avvettate sull'Italia dai quadranti meridionali apportarono una enorme quantità di umidità e di calore sensibile. Questo fu all'origine di una nuova prolungata azione di sbarramento sui versanti padani delle Alpi centro-occidentali ma anche su quello marittimo dell'Appennino Ligure e lungo tutto il versante tirrenico seppur con fenomeni meno abbondanti. La pioggia sulle regioni di nord-ovest cadde battente per quattro giorni raggiungendo il suo apice tra il 14 e il 15 di ottobre. In Piemonte si inziarono a registrare i primi danni: la valle del torrente Orco rimase isolata, mentre sulla fascia prealpina si contarono accumuli iniziali compresi tra i 100 e i 150 millimetri. A Torino caddero in una notte 52 millimetri di pioggia, mentre nel comune di Ceresole ne caddero ben 600 mm nell'arco di 48 ore. 200 persone furono evacuate mentre alcune vie di comunicazione furono interrotte a causa del crollo di ponti o dello straripamento di fiumi e torrenti in particolare in Piemonte.

Autore : Luca Angelini

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