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L'alluvione del 13-16 Ottobre 2000 lungo la Stura di Lanzo (Torino)

La cronaca dell'alluvione.

Amarcord - 6 Ottobre 2006, ore 07.56

Nelle valli di Lanzo l'emergenza scatta nelle prime ore di sabato quando i torrenti sono già impetuosi e si cominciano a contare le frane. Verso le ore 10,30 di sabato 14 ottobre la situazione lungo il torrente anche allo sbocco delle valli è già critica: intorno alle 11,00 il livello della Stura raggiunge il punto toccato al culmine della piena del 30-09-2000: il ponte di Villanova Canavese, così come quello di Robassomero è già monitorato da tecnici della provincia e forze dell'ordine. Verso le 12,45 viene chiuso al traffico il ponte di Robassomero e neanche un'ora più tardi la spalla sulla destra idrografica erosa dall'acqua cede e la prima campata del ponte piomba in acqua: sul ponte passano le condutture del metano che spezzandosi danno sfogo ad un incendio. I serbatoi dello stabilimento Agip minacciato dalla piena vengono svuotati e le sostanze chimiche trasferite nella zona industriale di Robassomero. Intanto la Stura continua l'opera di erosione e si allarga in modo impressionante si da un parte che dall'altra, tanto che adesso all'altezza del ponte è larga due volte tanto. Nel pomeriggio peggiora ulteriormente la situazione: nel paese di Balangero il torrente Banna esce dagli argini inondando una parte del paese. Nella serata la situazione non migliora e nella notte la Stura di Lanzo rompe gli argini tra Lanzo e Cafasse, allagando il centro polisportivo di quest'ultimo con più di mezzo metro d'acqua e fango: questa massa d'acqua si riversa nei vari canali e rii e attraversa tutti i Göret (area boschiva nella naturale area di espansione del torrente, una specie di area golenale) fino ad arrivare sulla S.P. 24 poco oltre il ponte di Villanova, in direzione di Grange di Nole, allagando l'incrocio con C.so Mandelli, proveniente da Cafasse, con più di 40 cm d'acqua. Alle 9, viene chiuso il ponte a Villanova e così attraversare la Stura diventa impossibile: tutti i ponti sul Torrente sono chiusi, compresi quelli di Torino, dove si aggiungono i problemi legati al Po e alla Dora Riparia, per cui nel pomeriggio la situazione viabilità della provincia di Torino diventa disastrosa con un blocco praticamente totale dei collegamenti. La città di Torino infatti rimarrà isolata dal resto della regione fino a lunedì pomeriggio, quando lentamente la situazione migliorerà. Tornando a Villanova, in un primo tempo il passaggio sul ponte è consentito ai soli mezzi di soccorso, poi nel primo pomeriggio la situazione in peggioramento consiglia di non far passare più nessuno, anche in considerazione di uno sbarramento naturale formatosi in Val di Viù e che avrebbe potuto cedere generando una violenta ondata di piena. Il ponte viene comunque tenuto sotto osservazione e verso le 16,00 il torrente intacca la spalla sulla sx idrografica , verso valle, trascinando nell'acqua più di due terzi della strada di accesso al ponte, interrompendo anche i collegamenti telefonici e l'erogazione di acqua e gas. Nelle stesse ore, tra Villanova e Cafasse, gli argini vengono erosi a vista d'occhio, le piante sulle rive cadono in acqua una dietro l'altra e un grosso traliccio di una linea ad alta tensione a 380.000 V crolla in acqua con i cavi che piombano sul tetto di una cascina a Cafasse, senza gravi conseguenze perchè visto il pericolo la linea era stata precedentemente interrotta. Fortunatamente nel tardo pomeriggio la quota neve si abbassa fino ai 1700mt e in alcuni casi anche più giù: il livello dei torrenti comincia a calare lentamente e lunedì mattina si comincia a far la conta dei danni e a cercare di far tornare la normalità: la situazione viabilità rimane comunque critica, poiché è ancora impossibile attraversare la Stura. Solo martedì mattina, quando il sole torna ad illuminare le valli, viene ripristinata la circolazione sulla Direttissima anche se con difficoltà e nella serata viene riaperta una corsia sul ponte di Villanova: l'alluvione del secolo è passata, ora comincia la ricostruzione.

Autore : Roberto Maruzzo

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