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Il freddissimo ottobre del 1974

Nessuno ricorda l'ottobre più freddo del secolo scorso, l'incredibile ottobre del '74. Ecco cosa accadde allora e perchè quei record non sono mai più stati eguagliati.

Amarcord - 27 Settembre 2017, ore 11.13

Mappa del geopotenziale a 500hPa e della pressione al livello del mare riferita al giorno 30 ottobre 1974. Si noti la linea guida che caratterizzò praticamente tutto il mese, con l'alta pressione inalberata verso l'alto Atlantico e un lobo del vortice polare bloccato sul Mediterraneo centrale e sull'Italia. Fonte archivio Wetterzentrale.

Passato in secondo piano ingiustamente forse per il fatto di non essere un mese "estremo" a causa del periodo stagionale di transizione, l'ottobre del 1974 fu tra quelli che il mondo della meteo non può relegare a un elenco di semplici dati racchiuso tra gli scaffali polverosi di un archivio.

In quegli anni era il freddo a fare paura e, paradossalmente, anche allora l'uomo si torvava sul banco degli imputati per via di un clima che sembrava doverci portare verso una nuova glaciazione. Quell'ottobre del '74 lo possiamo considerare quale esatto inverso dell'agosto 2003 o del luglio 2015 o dei primi di agosto del 2017, soprattutto in considerazione del fatto che quasi 30 anni dopo l'uomo è ancora li in attesa di giudizio, questa volta però per via di un clima che punta verso il caldo.

Ma negli anni '70 non si scherzava: quell'ottobre del '74 in particolare il vortice polare si accanì in modo duro sull'Europa. Lo sviluppo delle onde atmosferiche lungo i meridiani eresse un blocco anticiclonico imponente sul comparto atlantico e costrinse il grande nord ad una controrisposta depressionaria che inviò per oltre 30 giorni verso il Mediterraneo una sequela di impulsi perturbati sempre più freddi.

Le Alpi tentarono di opporre resistenza ma alla fine non solo cedettero alla marea fredda in arrivo talora da nord-ovest, talora da nord-est, ma furono esse stesse causa dell'approfondimento a ruota continua dei minimi di pressione che si sviluppavano come mulinelli impazziti lungo la corrente di questo possente fiume di aria fredda.

Si partì subito con un preludio bianco sui monti alto atesini e frulani, da dove iniziava a irrompere la Bora. La val Padana crollò sotto i 10 gradi, mentre l'Appennino settentrionale iniziò a tingersi di bianco. Era solo l'antipasto, da lì alla metà del mese altre due perturbazioni sarebbero intervenute a complicare le cose: la seconda, intorno al 16, riversò sulle nostre regioni meridionali ingenti quantitativi d'acqua. La Campania fu colpita in modo particolarmente duro: nel Salernitano caddero oltre 100mm d'acqua in 24 ore; alla fine del mese i millimetri saranno circa 600.

Nel frattempo le correnti artiche che alimentavano il vortice seguitarono a raffreddare l'aria al nord, dove, a fronte di precipitazioni minori (il nord-ovest rimase quasi a secco), si registrarono temperature da metà dicembre, oltre alle prime brinate fino in pianura. Basti pensare agli 0 gradi raggiunti per alcune notti a Novara e a Milano Malpensa.

Il gran finale spettò però all'ultima settimana del mese. Due distinte perturbazioni, la prima con ingresso dal Rodano, la seconda dall'alto Adriatico, portarono dapprima temporali sulle regioni tirreniche e una sventagliata di nevicate fino a quote basse sulle Alpi, specie sui settori centro-orientali, poi l'ingresso di nuova aria fredda, accompagnata da una mirabolante nevicata a quote impensabili su tutto l'Appennino centro-settentrionale. Emilia, Romagna, Toscana, Umbria e Marche vissero un vero e proprio anticipo natalizio.

Il sereno che sopraggiunse di li a poco diede il colpo di coda finale ai termometri, che scesero nella notte sul giorno 30 sotto lo zero a Perugia e a Firenze. Il capoluogo toscano si svegliò la mattina del 30 ottobre con la colonnina di mercurio piombata a -1,4°C.

Ottobre quell'anno si chiuse inanellando una incredibile successione di record. Per questo la statistica lo considera ancora oggi come l'ottobre più freddo del 1900. Quell'anno la stagione fredda però si giocò tutto in quei giorni; l'inverno che ci traghettò verso il 1975 fu infatti incolore e, questo si, tale da lasciare il suo ricordo tranquillamente chiuso tra quegli scaffali d'archivio che non verranno mai più riaperti.


Autore : Team di MeteoLive, adattamento e completamento di Alessio Grosso

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