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APOCALISSE in Val d'Ega(BZ): giovedì 25 giugno 98

Una notte di terrore tra i tornanti della Val d'Ega su un'autoambulanza diretta all'ospedale di Bolzano.

Amarcord - 12 Giugno 2003, ore 09.19

PASSO OCLINI, Bolzano, giovedì 25 giugno 1998, ore 18: sto dirigendo un campo scuola-natura per ragazzi e rientro con loro dalla faticosa passeggiata al monte Corno Nero. Il cielo è parzialmente nuvoloso, l'atmosfera pesante, la pressione livellata, in pianura fa un caldo terribile, moscerini e mosche sono presenti in massa molto aggressivi, trasportati dalle termiche sin quasi a 2000 m. Prima di cena un ragazzino si sente male: accusa un forte mal di testa, la temperatura gli sale rapidamente sino a 39. Passo Oclini è una località piuttosto isolata, pur facilmente raggiungibile. Decido di chiamare la guardia medica a Cavalese. Sconcertante: Passo Oclini è in Alto Adige, la guardia medica può darmi qualche consiglio ma non è autorizzata a salire sino a Passo Oclini, che per 2 km si trova in Alto Adige. Telefono a Nova Levante: trovo una sorta di medico condotto che mi indirizza sull'ospedale di Bolzano. Cavalese è molto più vicino di Bolzano ma la burocrazia è una brutta cosa e le competenze regionali parlano chiaro. Il ragazzino peggiora, proviamo con il ghiaccio, niente. Dopo 40 minuti di attesa finalmente arriva l'ambulanza: i medici lo vogliono portare in città per accertamenti. Intanto sulla zona il cielo è illuminato a giorno da lampi di impressionante luminosità. Saliamo anche noi sull'ambulanza: il ragazzo si è tranquillizzato, come spesso avviene quando arriva il dottore, si sta meglio psicologicamente. Il temporale invece si avvicina. All'imbocco della Val d'Ega, stretta e rocciosa, comincia a piovere violentemente, poi grandina. La visibilità scende a pochi metri, la strada sembra un fiume in piena, ci sono sassi sulla sede stradale, il vento spezza alcuni rami d'albero. D'improvviso la pioggia sembra calare d'intensità; contemporaneamente un fulmine si abbatte su un abete a poca distanza da noi; il boato è assordante, la valle sembra tremare, l'autista ha un attimo di sbandamento, il colpo è stato tremendo, appena smorzato dal frastuono intenso delle sirene spiegate. Non passa nemmeno un minuto: frenata improvvisa, c'è un masso in mezzo alla strada, per evitarlo l'autista si sposta sull'altra corsia mentre sopraggiunge una macchina in senso opposto che riesce a bloccarsi ad un centimetro da noi. Sarà stato per lo spavento o per l'emozione ma il bambino si riprende, la febbre cala. A Bolzano altra pioggia monsonica, si vede a malapena l'ospedale, arriviamo mentre stanno soccorrendo due giovani ubriachi che si erano prodotti alcune ferite in una rissa. Il temporale è passato, l'aria è tornata più fresca e limpida, al ragazzino viene diagnosticata una forma influenzale. Ce lo riportiamo in quota grazie alla cortesia di un medico che ci riaccompagna al Passo. Ripercorrendo la Val d'Ega abbiamo l'impressione sia passato un uragano ma in fondo è andato tutto bene. Che avventura però...

Autore : Alessio Grosso

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