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31 agosto 1994: 20 minuti di paura a Genova!

Ecco la cronaca di un fenomeno atmosferico di rara violenza, che colpì il capoluogo ligure: danni ingenti e anche una vittima.

Amarcord - 28 Agosto 2015, ore 15.50

L’agosto del 1994 volgeva al termine. Un agosto con poche emozioni meteorologiche, contrassegnato da un caldo umido quasi opprimente. Anche il mese di luglio non era stato da meno, avendo proposto quasi esclusivamente alte temperature, afa e pochissima pioggia.

Il giorno 30 agosto le temperature erano ancora a livelli estivi e nel pomeriggio si raggiunsero comodamente i 28° con il 90% di umidità. Il cielo era rimasto per tutto il giorno sereno e nessuno si poteva immaginare quello che sarebbe successo il giorno dopo.

Già in serata nubi medio-alte cominciarono ad invadere il cielo e dal satellite appariva molto chiaramente una perturbazione a carattere temporalesco, distesa tra la Francia e la Spagna, in procinto di interessare il nord Italia.

Il giorno seguente il risveglio fu molto diverso: non più cielo sereno e lattiginoso, ma grossi cumuli e cumulonembi che di tanto in tanto sganciavano qualche breve rovescio.Tutto ancora ampiamente nella norma, con la temperatura che si era leggermente abbassata.

Attorno all’ora di pranzo, dal satellite, era ben visibile sulla Francia una grossa “palla bianca”, una cellula temporalesca che si era addirittura originata sui Pirenei e che interessava una grande porzione di territorio. Il tutto sembrava puntare in direzione del settore nord-occidentale italiano.

Attorno alle ore 14 si fece strada un pallido sole e la temperatura si alzò nuovamente, ma verso sud ovest il cielo assunse una colorazione biancastra, tendente al grigio. Il sole scomparve quasi subito, dietro nubi medio-alte, sotto un forte vento di Scirocco.

Andò avanti così per circa mezz’ora, successivamente la situazione precipitò. Sempre in direzione sud-ovest il cielo si fece prima grigio e poi nero pece. Il vento di Scirocco rinforzò ancora, fino a toccare punte notevoli.

Ecco i primi tuoni soffocati in lontananza, tipici di un temporale marittimo di rara potenza. I tuoni si avvicinarono sempre di più e il vento di Scirocco ebbe un ulteriore rinforzo.

Dopo qualche minuto, sempre in direzione sud ovest, ecco una grossa nube nera distesa orizzontalmente, con dietro un cielo verdastro che faceva intendere l’arrivo di qualcosa di molto intenso. Due fulmini secchi si scagliarono a poche centinaia di metri e poi cominciò il puttiferio.

Il vento ruotò da Scirocco a Libeccio con una rapidità e una violenza incredibile. Dopo circa un minuto arrivò la pioggia, fortissima, polverizzata, accompagnata da un po’ di grandine. Tutto scomparve, anche a poche centinaia di metri. Il cielo assunse un colore verde intenso.

Il vento ebbe una violenza inaudita: volarono vasi e gli antifurti delle auto si misero a suonare. La gente si rinchiuse in casa impaurita. Gli alberi sembravano impazziti, strapazzati da un vento da SW mai visto prima.

Il tutto andò avanti per una ventina di minuti, anche se la fase più acuta durò circa un quarto d’ora. Quando arrivarono le prime schiarite sembrava la fine di un incubo. Il vento ruotò a NE e lentamente si placò. Smise anche di piovere.

Alla sera si fece la conta dei danni: un uomo deceduto in porto a causa della caduta di una gru. Altre gru, sempre in porto, scagliate al suolo come fuscelli. In Piazza Corvetto, nel centro della città, un grosso ramo staccatosi per il forte vento colpì un autobus, causando qualche ferito. Molti problemi anche all’aeroporto, con alcuni piccoli aerei letteralmente spostati e danneggiati.

140km/h. Questa l’intensità del vento che stimò l'osservatorio dell’Università di Genova. Il fortunale transitò prima sulla Costa Azzurra, poi su tutta la Riviera di Ponente, per scaricarsi con tutta la sua potenza su Genova.

Il giorno seguente un nuovo temporale scaricò sulla città circa 40mm di pioggia in tre quarti d’ora, con una grandinata a chicchi grossi come uova che danneggiarono anche alcune auto. Fu l’inizio di un mese di settembre molto perturbato con frequenti nubifragi e allagamenti.


Autore : Paolo Bonino

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