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La nevicata del 1987 a Lecce

Una bella testimonianza nevosa dalla Puglia

A tutta neve - 26 Ottobre 2001, ore 14.57

Quando si parla di neve non posso fare a meno di ripensare all'incredibile marzo del 1987 a Lecce. I primi tre giorni del mese furono miti a causa di correnti occidentali umide, ma ricordo ancora le parole di Caroselli al meteo di Raiuno: si stava preparando un'eccezionale irruzione d'aria gelida da Est dove si registravano temperature record da diversi giorni. Previsioni azzeccate! Il 4 Marzo, mercoledì delle ceneri, l'aria gelida irruppe con tutta la sua forza facendo precipitare le temperature di oltre dieci gradi! Nel tardo pomeriggio iniziò a fioccare: io non credevo ai miei occhi! Chi lo avrebbe mai immaginato, solo ventiquattrore prima si era in piena primavera. Il cinque marzo fu una giornata soleggiata, radiosa, ma incredibilmente fredda! Cosa si stava preparando per il giorno dopo! Ed eccoci arrivati al fatidico venerdì 6 marzo: la mattina mi sono svegliato come ogni giorno per andare a scuola verso le sette e trenta, come al solito mi sono affacciato alla finestra che dà sul giardino, per osservare il tempo: il cielo era grigio perla con sfumature rosastre a causa del riflesso del sole. Mentre facevo colazione il mio sguardo era sempre fisso fuori, il mio sesto senso mi diceva che di lì a poco sarebbe successo qualcosa d'incredibile e non mi sbagliavo, i primi fiocchi di neve iniziarono a cadere verso le 7 e 45, non riuscì a trattenere un urlo: nevica! Ci precipitammo tutti alla finestra, ma ironia della sorte di fiocchi di neve neanche l'ombra, ma io li avevo visti! Ne ero certo. Un po' deluso andai nella mia cameretta a preparare lo zaino. Nevica! Nevica! Questa volta era mi sorella ad urlare il suo stupore, allora sono corso di nuovo alla finestra: nevicava? Un autentica bufera, una tormenta, la neve spinta dal vento "frullava" in tutte le direzioni battendo sui vetri della finestra; erano appena le otto. Alle otto e quindici minuti già un sottile strato ricopriva tutto, sembrava una magia, un bellissimo quadro si andava dipingendo sotto i nostri occhi. Il tragitto da casa a scuola non lo dimenticherò mai: la neve spinta dal vento mi avvolgeva letteralmente e si insinuava dappertutto. Davanti alla scuola c'era una grande euforia. Nevicò per quasi tutta la mattina e i nostri insegnanti non si arrabbiarono più di tanto nel vedere tutta la classe attaccata alle finestre a godersi quello spettacolo inusuale. Verso mezzogiorno il sole riuscì a rompere le nuvole e il paesaggio innevato assunse un aspetto fantastico! Ma il sole di marzo comunque scalda e la neve cominciò a sciogliersi. Ricordo la mia impazienza di uscire, di sentire finalmente lo squillo della campanella: avevo paura che la neve si sciogliesse e che quell'incantesimo finisse, ma quanto mi sbagliavo! All'uscita di scuola naturalmente non poteva mancare un battaglia a palle di neve, tanto che tornai a casa bagnato fradicio, contentissimo ma al tempo stesso sconsolato all'idea che presto tutto sarebbe finito, infondo, pensai, siamo a marzo e il sole primo o poi avrebbe spazzato via quel sogno meraviglioso. Il pomeriggio fu un alternanza di sole e nuvole e ormai la coltre nevosa resisteva solo nelle zone più in ombra; ma verso sera quello che non ti aspetti: il cielo all'improvviso si fece scuro e verso le sette riprese a nevicare con grande intensità mentre tutto ridiventava bianco, dovevo fare i compiti per il giorno successivo ma chi ne trovava il tempo, ero costantemente attaccato alla finestra più che mai intenzionato a non perdermi neanche un istante di quello spettacolo unico. Nevicò a tratti per tutta la notte (una di quelle notti passate in bianco) e la mattina del sabato 7 marzo c'erano circa dieci centimetri di neve: gli alberi d'arancio nel mio giardino avevano i rami piegati per il peso e le rosse arance incappucciate di bianchissima neve erano davvero uno spettacolo. Quel sabato non andai a scuola e non lo fece quasi nessuno dei miei compagni di classe e non dovemmo improvvisare improbabili malanni per convincere in nostri genitori a non andare a scuola: tanta neve non capita spesso! Ricordo che passai tutto il giorno fuori a giocare e vi assicuro che non erano solo i più piccini a divertirsi come pazzi. Quel sabato nevicò, salvo qualche pausa, per tutto il giorno e nevicò anche la notte successiva. Domenica 8 Marzo c'erano 20-25 centimetri di neve! Il paesaggio bianco, i grandi fiocchi a falde, i ghiaccioli che pendevano dai tetti, dalle grondaie, dalle fontane (chi gli aveva mai visti!!!) erano uno spettacolo che anche le persone più anziane stentavano a ricordare. La mattina nostro padre ci portò in campagna a fare delle foto, uno spettacolo del genere non poteva che essere immortalato. Ricordo che quel giorno si doveva giocare a Lecce una partita del campionato di calcio di serie B, ma l'incontro fu rinviato PER NEVE! E nevicò, anche se con minore intensità, il lunedì successivo e parte del martedì, ormai sembrava che quell'anno l'inverno avesse deciso di fermarsi ancora molto a lungo, io proprio non riuscivo a credere a tutto quello che stava succedendo. L'ultimo episodio nevoso di quel marzo indimenticabile si verificò domenica 15, dopo una mattinata fredda e piovosa, nel primo pomeriggio, mentre eravamo a tavola, la pioggia si trasformò in neve, e che neve! In vita mia non ho più visto fiocchi grossi come quelli che quel pomeriggio in appena dieci minuti ricoprirono nuovamente tutto di candido bianco. Questo è il mio ricordo di quella fantastica nevicata, allora avevo tredici anni e ormai vivo a Bologna dal 1994, e nonostante tutto quella rimane per me la nevicata per eccellenza, quella che veramente non si dimenticherà mai!

Autore : Maurizio Rosato

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