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Il mio gennaio 1985

Il gelido inverno del 1985 a San Gavino, Cagliari.

A tutta neve - 20 Maggio 2002, ore 10.00

Il gennaio 1985 richiama alla mente di non pochi italiani immagini di neve e di grande freddo. Il mio ricordo é dello stesso tipo e, da buon amante del freddo e delle neve, l'ho conservato con molta cura fino ad oggi. Come già altri appassionati di meteorologia ho scelto di trasformare il personale ricordo di quei giorni in un racconto. Se nell'Italia settentrionale e centrale la neve e soprattutto il grande freddo perdurarono per quasi tutto il mese, nella Sardegna meridionale, in pianura, dove io vivevo, si limitarono sostanzialmente a cinque-sei giorni, che furono in ogni modo memorabili. I primi giorni del 1985 furono caratterizzati, in Sardegna, da temperature al di sotto della media stagionale. L'isola risultava ai margini del grande freddo che attanagliava soprattutto il nord del Paese, ma ne avvertiva comunque l'influenza. Si stava in ogni modo attendendo l'ingresso di gelide correnti artiche, che avevano già fatto sentire tutta la loro consistenza sulla Capitale, apportandovi un'abbondante nevicata già il 6 gennaio. Ma tutto ciò io allora lo ignoravo completamente. Per me, studente di prima media che rientrava a scuola terminate le vacanze natalizie, tutto ebbe inizio il 7 gennaio a San Gavino(CA). In quel giorno il cielo di prima mattina si era presentatao poco nuvoloso, e nulla faceva presagire cosa di lì a poco sarebbe successo. A metà mattinata andò pian piano coprendosi e iniziò una nevicata piuttosto fitta, sia pure breve (circa un'ora). Ricordo ancora lo stupore sui nostri volti di ragazzi undicenni. Dovete sapere che prima di allora noi non avevamo assistito ad alcuna nevicata. Non tale, infatti, si poteva considerare la comparsa di qualche sporadico fiocco. Durante il pomeriggio accennammo con i professori a quella nevicata verificatasi qualche ora prima, considerandola come un episodio piacevole, ma che non avrebbe avuto di lì a poco alcun seguito. Invece la mattina successiva (8 gennaio) mi resi subito conto che una nevicata, sia pure molto modesta, ci aveva interessato durante la notte. Il pomeriggio trascorse senza precipitazioni, ma il freddo rimaneva intenso e il cielo nuvoloso. In serata il telegiornale della più importante emittente sarda diede ampio spazio all'intenso maltempo che stava investendo l'isola, e parlò, con un eccessiva prudenza, di possibili nuove nevicate al di sopra dei 300 m. Per me ciò rappresentò comunque la conferma che il fenomeno nevoso non poteva considerarsi esaurito. La mia attenzione allora si rivolse ancor più di prima alle condizioni del tempo. Decisi di controllarle immediatamente: mi diressi verso la finestra, sollevai l'avvolgibile e mi ritrovai, con mia viva soddisfazione, di fronte ad una debole nevicata. Ben presto essa s'intensificò, tanto da divenire bufera. La neve incominciò a fare strato, senza dubbio favorita da una temperatura che doveva essere quella ideale. Da quel momento, quasi per un passaparola generale, un pò tutti si resero conto di ciò che stava accadendo all'esterno, e incominciarono letteralmente ad accalcarsi alle finestre. In quel martedì sera era proprio la natura ad offrire lo spettacolo più bello. Mi coricai alle 23.00 circa mentre la neve continuava a cadere abbondantemente. Mercoledì 9 fu veramente una giornata memorabile. La temperatura si mantenne attorno allo zero anc! he nelle ore tradizionalmente più calde, nonostante il sole facesse spesso capolino fra le nuvole. Ciò garantì la conservazione dell'abbondante manto nevoso, e offrì la possibilità un pò a tutti di sbizzarrirsi nei più svariati giochi sulla neve. La neve cadde ad intermittenza durante la mattinata, smise di cadere nel primo pomeriggio, riprese poi a metà pomeriggio, continuando per parte della serata e della nottata, come venni a sapere in un secondo tempo. La mattina del 10 si aprì ancora con qualche fiocco di neve, poi verso le 12.00 la neve fu sostituita dalla pioviggine. Era un segnale inequivocabile: quelle giornate all'insegna della neve stavano ormai terminando. Di recente ho avuto la possibilità di sfogliare i maggiori quotidiani regionali dell'epoca, che diedero non poco spazio a quell'ondata di freddo così inconsueta. Mi sono potuto così meglio render conto dei disagi che quelle nevicate provocarono (ma quella é un'altra storia), ma anche della gioia che suscitarono. In modo particolare mi colpì un articolo nel quale si equiparava l'entusiasmo suscitato da quella nevicata tra i cagliaritani a quello prodotto nella città dai grandi successi calcistici (scudetto-1970, mondiale-1982). Un'autentica festa collettiva, che fu poi di tutta quella Saredgna che, dopo tanti anni, si ritrovava ricoperta di neve.

Autore : Alessandro Congia

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