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GELO A MONTREAL

Per dare conforto ai freddisti vi proponiamo la cronaca di un freddo gennaio 2000 a Montreal, Canada.

A tutta neve - 29 Maggio 2001, ore 09.32

Freddo? Probabilmente fino all’anno scorso vi avrei parlato in breve del gennaio del 1985. E non c’e’ niente da fare, nessun meteofilo dimentichera’ mai l’emozione di quei ricordi (all’epoca avevo 9 anni, e abitavo a Roma). L’anno scorso invece ho assistito a un evento abbastanza estremo che mi ha fatto riflettere. Sono stato in Canada dal 15 al 27 gennaio 2000, passando dalla tiepida costa E (Vancouver) al gelido entroterra orientale (Quebec). Il 22 gennaio presi un pullman da Toronto a Montreal. Le temperature, in generale, erano gia’ insolitamente basse in una zona dove di certo non faceva caldo a gennaio. The Weather Network due sere prima aveva lanciato un allarme di temperature “frigid” (il termine mi fece emozionare) e di windchill pericoloso, e spiegato con un servizio ad hoc che un simile windchill a temperature cosi’ basse poteva creare dolorosissimi “frostbites” in meno di 5 minuti sulle parti esposte. Partimmo (eravamo in 3) con il pullman poco dopo la mezzanotte e giungemmo puntualmente a Montreal. Eravamo rimasti solo noi 3 nel pullman. Andai verso il conducente e gli chiesi quanto fosse la temperatura in quel momento. “Below 25, maybe 30”. Rimasi di sasso. In effetti la bastonata che mi diede il vento in testa mi fece vacillare. Non avevo mai sentito una cosa del genere, specialmente in una metropoli come quella, con grattacieli altissimi, universita’ e centri commerciali di 15 piani. Il freddo mi aggrediva attraverso i guanti, gli scarponi. Le guance erano diventate viola, e il naso era congelato. In seguito non riuscimmo nemmeno a girare per la citta’. La neve, in grandi cumuli ai bordi delle strade, era completamente congelata e talmente secca che veniva trascinata dal vento in grandi turbini, e assomigliava in tutto e per tutto alla sabbia del deserto. Il cielo era opaco, e dalle nuvole alte e sottili traspariva il pallido disco solare che conferiva alla superficie della citta’ deserta (circolavano solo poche autovetture) un aspetto post-nucleare. Non un’anima in giro, solo un paio di derelitti imbacuccati di stracci che si trascinavano tra le strade piene di sporcizia, di fogli di giornale e di enormi cumuli di neve arida. Beh, in seguito The Weather Network annuncio’ che il windchill fece precipitare localmente, nella zona di Montreal, la temperatura a un notevole –48°C. Affascinante ma decisamente sconvolgente.

Autore : Daniele Balestrieri

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