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Emilia tradita

Vaste zone del Nord/Ovest italiano hanno trascorso un piacevole e candido Natale. L'Emilia è stata tradita: le aspettative lasciavano sperare in almeno qualche ora di neve in pianura, ma non è andata così

A tutta neve - 27 Dicembre 2000, ore 09.20

Eravamo sul filo del rasoio: reduci da alcuni giorni di correnti fredde da Est, che avevano apportato masse d'aria continentali sul Nord Italia, la vigilia del Natale 2000 vedeva avvicinarsi a grandi passi dal Mediterraneo una perturbazione con caratteristiche assai miti. Il cuscinetto freddo che ristagnava nei bassi strati dell'atmosfera la mattina del 24 dicembre lasciava ben sperare per una caduta di neve anche in pianura in molte regioni settentrionali: il risveglio della vigilia è stato infatti gelido, con nebbia brinosa, galaverna e temperature notevolmente inferiori allo zero (-5°C nella bassa modenese, -7°C nella media-alta pianura). Le mappe termiche a 850 hPa indicavano chiaramente una isoterma di -3°C su quasi tutto il Nord, che però entro la Notte Santa sarebbe stata scalzata rapidamente da temperature di 5-6 gradi superiori: l'unica speranza di neve era quindi da affidare al già citato "cuscinetto freddo". La Pianura Padana infatti, trovandosi protetta da Alpi ed Appennini, conserva infatti in genere le fredde temperature al suolo anche se in quota scorrono masse d'aria più miti. E' la mattina del 24/12/2000: un paesaggio invernale avvolge la bassa modenese, con nebbia, galaverna e temperature sottozero. Durante la mattinata arrivano le prime segnalazioni di deboli nevicate su alcune zone di Piemonte e Lombardia: la nebbia, inoltre, abbandona la media e l'alta pianura modenese, permettendo la visione di un cielo coperto. Tutto procede bene, quindi, e ci si prepara per la nevicata, anche se si è coscienti che dopo poche ore sarebbe diventata pioggia. L'Emilia Romagna, infatti, fatta eccezione per la provincia di Piacenza e per la parte più occidentale della provincia di Parma, è fra le prime regioni a risentire del rimescolamento dell'aria e del cedimento del cuscinetto freddo: il riscaldamento termico parte dalle zone più orientali e si spinge gradualmente e faticosamente verso Ovest. Prima di mezzogiorno la notizia tanto temuta: in tutta la Romagna il cuscino freddo sta cedendo, e la stazione di Loiano, nell'Appennino bolognese, segnala già +5°C. Il radiosondaggio di San Pietro Capofiume (BO), non lascia adito a dubbi: è vero, al suolo fa freddo (alle ore 12 siamo ancora a -2°C a San Prospero, Modena), ma se a 400 metri la temperatura è di -3°C, a 900 metri si balza a +4°C. Procedendo poi con la quota, lo zero termico lo si ritrova a ben 2000 metri. La "freezing rain", la pioggia congelante, era un serio rischio, se non una certezza. Ed infatti, mentre da Piacenza e Cremona verso Nord-Ovest (Liguria esclusa), il bianco elemento comincia ad imbiancare in maniera consistente fino in pianura, in Emilia comincia a cadere neve a pallini, o "graupel", per pochi minuti, che viene poi rapidamente sostituito dalla tanto temuta freezing rain. Il paesaggio è inconsueto: mentre persiste l'abbondante galaverna sulle piante e la brina sui prati, cade insistente questa pioggia che congela al suolo e che, date le temperature sottozero, crea un insidioso e pericolosissimo strato di ghiaccio ovunque si depositi. Le strade diventano una pista di pattinaggio, e si verificano numerosi incidenti. Le correnti miti erano quindi riuscite a penetrare in quota su di noi, mentre non erano arrivate in Piemonte, Lombardia e Trentino, dove fioccava alla grande. In serata l'Emilia vive, oltre al danno, la beffa. Le correnti, ricordiamolo, erano disposte da S/W verso N/E, disposizione che non è certo la più favorevole per le precipitazioni sulla nostra regione, a causa della catena appenninica che funge da sbarramento. Ebbene, l'intensificarsi dei venti sud-occidentali provoca, verso le 20, la temporanea cessazione quasi completa dei fenomeni di freezing rain su quasi tutta la pianura modenese: ci troviamo in "ombra pluviometrica". Non appena ci si allontana maggiormente dagli Appennini, procedendo verso Nord, cessa il fenomeno di ombra pluviometrica e le precipitazioni di pioggia congelante si intensificano notevolmente, annullando l'inversione termica presente tra 400 e 900 metri di quota e permettendo la caduta dei tanto sospirati fiocchi di neve anche in pianura. Procedendo sulla SS12 da Mirandola (Modena) verso Nord, infatti, la neve cadeva copiosa, mentre da Mirandola verso Sud si trasformava in pioggia ghiacciata che man mano diminuiva di intensità. All'alba di Natale, il colpo di scena. Mentre in Lombardia e Piemonte continua a nevicare abbondantemente e in certe zone di pianura si superano i 20 cm di spessore, l'aria fredda che ristagna ancora negli strati più adiacenti al suolo causa un complesso meccanismo di sollevamento forzato delle masse d'aria miti sovrastanti e provoca un assai inusuale temporale. Dalle 6:50 alle 7:20 San Prospero (Mo) è stato interessato da una forte pioggia gelata accompagnata da fulmini e tuoni. Da quando sono iniziate le rilevazioni meteorologiche a San Prospero (Mo) (1/12/1990), non si era mai verificato un temporale in inverno, e quello del 25/12/2000 è già il secondo di questo pazzo dicembre!

Autore : Alessandro Bruscagin

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