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CINQUE GIORNI DA NON DIMENTICARE

La neve, il freddo e...l'illusione

A tutta neve - 6 Marzo 2001, ore 16.10

A partire da sabato 24 febbraio per la regione Marche ed in particolare per l'entroterra si è aperta una parentesi (purtroppo solo una parentesi) di ceppo prettamente invernale che resterà nelle nostre menti e nei nostri cuori a lungo nel ricordo di un inverno che è stato certamente avaro di episodi invernali di rilievo mentre non lo si può biasimare quanto a colpi di scena e a eventi da ricordare, ma di altro stampo. E' proprio nel pomeriggio di sabato a seguito di una diminuzione della temperatura relativa, che l'entrata di venti nordoccidentali porta la quota neve al di sotto dei 500 mt, ed i primi fiocchi iniziano a scendere infittendosi in breve tempo, ma il suolo ancora caldo dei giorni precedenti in cui le temperature erano prettamente primaverili, non permettono di avere riscontri di questo primo episodio e solo i tetti e le macchine serbano il ricordo di tale nevicata. Segue una pausa significativa, che se priva di precipitazioni, resta importante per il costante afflusso freddo e la relativa diminuzione della temperatura che si attesta finalmente su valori leggermente inferiori allo 0°. Ed arriviamo così alla domenica nel primo pomeriggio quando una fitta nevicata da inizio a quell'episodio che ancora sento vivo in me: neve copiosa che per tutta la notte ed il giorno di lunedì è scesa intervallando momenti di fitta caduta a pause in cui i fiocchi cedevano il posto a piccoli e fitti chicchi o a polvere bianca che a causa della rigidità dell'aria, si depositavano sul manto nevoso come polvere su una base solida. A tratti la precipitazione si trasformava in bufera causa del vento forte che accompagnava l'evento e nel conteggio finale di 50 cm circa di neve, si dovevano aggiungere accumuli superiori al metro, dove l'aria con la sua forza ne aveva spinto la massa. Tutto era perfetto e le previsioni promettevano quasi sicuramente se le temperature avessero raggiunto valori ragguardevolmente bassi nuove nevicate per il mercoledi, anche copiose a causa del contrasto tra la massa d'aria preesistente molto fredda e quella in arrivo più mite. Il martedì mattino mi alzai andando a scrutare il termometro: non cadeva più neve, il cielo era sereno dalla notte, e la temperatura minima segnava un - 11,8°. Sussultai guardando il display della mia stazione meteo e pensai di aver letto male, ed invece era proprio così. Il sole giocò molto quel giorno sulla temperatura, ma la massima non raggiunse che un + 1,9° e subito prese a crollare appena il sole scese oltre la cresta del monte davanti casa mia, raggiungendo subito valori sotto lo zero. Il mercoledì mattino la minima era stata di - 5,8° il cielo era coperto e una leggera nevicata aveva rinnovato nella notte con una spolverata il manto nevoso. Erano le 8.12 quando iniziarono a scendere i primi fiocchi, di dimensioni ragguardevoli e in breve la nevicata si infittì, ma guardando il display della stazione compresi che non sarebbe durata molto: era aumentata decisamente attestandosi su - 1,6° e presto avrebbe raggiunto valori superiori allo 0°. E così verso le 10.00 circa la nevicata finì e a seguire ci si mise anche un rasserenamento che fece schizzare il termometro a valori alti fino alla max di + 10,4°. Il sogno finì con uno sgocciolamento, il lamento di quella neve depositatasi due giorni avanti e che adesso accusava cedimenti sotto il progredire di quella massa temperata che gli avrebbe dato il colpo di grazia. Ma la cronaca successiva la conosciamo tutti, la primavera incalza e non vuole cedere il suo tempo all'inverno che invece molto generosamente l'ha regalato ad un autunno che si è prolungato fino a poco fa, lasciando al generale solo l'ultima bordata. E così finisce una stagione che ci aveva promesso effetti speciali e non possiamo dire che non l'abbia mantenuta la promessa, ma non erano gli effetti che volevamo noi appassionati del freddo e della neve. Pazienza, ci saranno altri inverni che potranno sbalordirci, e farla in barba alle menti umane che continuano a voler capire un meccanismo per lo più ancora incomprensibile come quello climatico.

Autore : Costantino Meghini

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