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Primi tepori su montagne di neve: e la valanga è assicurata

Drammatica la cronaca sulle nostre montagne nel giorni di Pasqua.

**Video** - 3 Aprile 2013, ore 09.44

 Due italiani e un tedesco travolti durante un'escursione, un gruppo di alpinisti investiti in Alto Adige, uno in val d'Ossola, lo stesso accaduto in Abruzzo, dove una sciatrice ha perso la vita sotto la masse nevosa. Sono notizie che fanno male, soprattutto per chi conosce la montagna e apprezza le meraviglie e le emozioni che essa è capace di trasmettere.

 Ma dopo tanta neve, in modo particolare lungo l'arco alpino e sullo spartiacque appenninico, i primi tepori della primavera tutti d'un colpo, hanno riproposto il problema delle valanghe. In questo periodo a maggior ragione il rischio è più che mai concreto per diversi motivi.

Primo fra tutti il fatto che il carico nevoso è molto consistente e si è depositato in diversi episodi, ma tutti molto ravvicinati. Gli accumuli più consistenti si sono avuti durante il passaggio delle perturbazioni, quindi in condizioni di venti forti in quota, venti che dunque hanno distribuito la neve in modo irregolare.

Lungo i pendii a zone caratterizzate da neve soffiata, quindi compatta e di poco spessore, si alternano settori con accumuli notevoli, anche di alcuni metri, posti principalmente in luoghi che al momento delle precipitazioni erano posti sottovento. Poi le cornici di cresta, ghirigori spettacolari disegnati dalla neve e dal vento lungo le linee sommitali, pronte a crollare... senza prevviso. 

Naturalmente in questa stagione molto fa anche la marcata escusione termica tra il giorno e la notte, fenomeno che non permette alla neve il suo metamorfismo (la sua naturale trasformazione) nella tempistica opportuna. In più la temperatura media rimasta bassa e sotto la media per settimane, si alza repentinamente ai primi soli, visto che siamo a stagione primaverile ormai avanzata.

La cronaca di questi giorni sulle nostre montagne racconta purtroppo di diversi incidenti da valanga. Il più grave sul massiccio dell'Orltes, che ha causato la morte di tre scialpinisti. Una persona era deceduta a Pasquetta in val d'Ossola, mentre anche in Abruzzo, sulle montagne de l'Aquila, una valanga ha travolto e ucciso una sciatrice.

E' possibile contrastare il pericolo di valanghe? Prima di tutto si deve consultare il bollettino della neve e delle valanghe meteolive.leonardo.it/speciali/VALANGHE/68/Bollettino-delle-valanghe/31741/, per rendersi conto dei rischi oggettivi che si corrono e decidere gli eventuali percorsi di conseguenza, Semmai potrebbe essere opportuno rimandare.

Da alcuni anni sono poi stati messi a punto sofisticati sistemi per far cadere le valanghe in modo controllato tramite esplosivo. In altre località sono state erette barriere protettive dei centri abitati e delle arterie stadali a rischio lungo i passi alpini. Per il resto sta alla coscienza e al buon senso di tutti coloro che frequentano la montagna. In difetto possono accadere cose come quelle documentate in questo incredibile video.


Autore : Luca Angelini

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