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Ve la ricordate? L'incredibile storia dell'uomo sopravvissuto nell'auto sepolta dalla neve

Rimasto intrappolato per due mesi nella sua auto sepolta dalla neve in un bosco svedese, si è salvato grazie all'effetto isolante della massa nevosa e probabilmente, anche alle sue abbondanti riserve adipose.

**Video** - 19 Dicembre 2017, ore 11.20

E' una storia che ha dell'incredibile ma che ci ricorda cosa significhi pagare a caro prezzo un'imprudenza.

Un uomo che si addentra per i boschi svedesi nei pressi città di Umeaa (nord del Paese) con la sua auto e che rimane impantanato in un luogo sperduto, tanto sperduto che i primi esseri umani sono passati da quelle parti circa "due-tre metri di neve dopo".

Tanti quanti hanno sepolto il signor Peter Skyllberg, 47 anni, nel suo igloo a quattro ruote. Correva il 19 dicembre del 2012 quando l'uomo si è addentrato in quella che poteva essere l'ultima avventura della sua vita. Ora quella vita la deve soprattutto a quel giovane che, dalla sua motoslitta, ha notato sbucare dalla neve il tetto di un’auto.




Togliendo un po’ di neve è riuscito a vedere che all’interno qualcosa si muoveva ed ha avvertito la Polizia.

Dentro, affamato, incapace di parlare e di camminare, Peter Skyllberg (nella foto). Grazie ad un sacco a pelo era riuscito a proteggersi dal freddo. Un freddo intenso, dato che fuori dall'abitacolo dell'auto la temperatura ha raggiunto nei primi giorni di febbraio i meno trenta. L'effetto isolante opposto dalla massa nevosa ha però limitato il raffreddamento della carrozzeria dell'auto, mantenendo la temperatura dell'abitacolo costante, ma pur sempre sotto zero.

L'uomo, per sopravvivere, ha probabilmente potuto contare sul suo tessuto adiposo, in pratica le riserve di grasso corporeo (quindi si trattava di un uomo quasi sicuramente sovrappeso), mentre si è dissetato con la neve, pur con gravi carenze dato che la neve fusa non contiene i sali minerali normalmente disciolti in acqua.

Ulf Segerberg, responsabile dell’ospedale dove oggi è ricoverato Skyllberg, afferma che l'uomo ha potuto proteggersi dal freddo anche grazie al suo sacco a pelo ma che comunque versava in gravi condizioni di denutrizione. Il medico ammette comunque che resistere più di un mese in condizioni tanto estreme è un evento sicuramente eccezionale.

Oggi il signor Skyllberg sta bene e, a suo dire, si guarda bene dall'affrontare le montagne quando imperversano bufere di neve.


Autore : Team MeteoLive.it

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