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NEVICATE: pratica sul campo, quando il rimescolamento dell'aria riporta la neve (video)

MeteoLive vi porta a vivere direttamente una situazione costantemente al limite tra pioggia e neve.

**Video** - 14 Gennaio 2015, ore 12.11

Il filmato che segue, opportunamente montato, ricostruisce le fasi del passaggio di un sistema frontale sulle Alpi in un periodo di transizione stagionale. Ci preme che comprendiate esattamente la dinamica degli eventi. Nella zona prima del passaggio frontale si erano create condizioni favorevoli alla caduta di neve sino alle basse quote con aria secca e piuttosto fredda. 

L'avvezione calda risultava però tosta e nonostante l'azione di "protezione" dell'omotermia e il favorevole attecchimento al suolo grazie alle basse temperature registrate nottetempo nelle ore precedenti, il passaggio a pioggia diventava inevitabile e in un paio d'ore, pur a quote anche piuttosto elevate (1300m circa) si passava a pioggia.

Il cuscino freddo era stato eroso proprio da uno strato d'aria mite penetrata tra i 1000 e i 1300m. Sotto i 900m (qui non documentato) nel fondovalle uno strato d'aria fredda residuo manteneva temperature al suolo sotto lo zero che determinavano una temporanea situazione di pioggia congelantesi o gelicidio.
Per ritrovare la neve occorreva salire a 1400-1500m ma si trattava di neve molto bagnata con temperature al limite, sopra lo zero, 1.5 o 1.9°C, che riusciva ancora a raggiungere quella quota grazie all'intensità sostenuta delle precipitazioni.

Per riportare la neve occorreva il fronte freddo, che difatti non si faceva attendere. Se però alle quote elevate il rimescolamento dell'aria (effetto di turbolenza) favorisce abbastanza prontamente il passaggio a neve più asciutta, in un contesto dunque meno umido, con meno nubi basse e rovesci di neve, alle basse quote il rimescolamento può portare anche ad un temporaneo ulteriore riscaldamento dell'aria che rimuove gli strati freddi intrappolati nella vallata.




Infatti sotto i 1300m persiste la precipitazione liquida
che gira in neve solo due ore più tardi sino ai 1100m, grazie a folate di aria fredda che giungono ad intervalli dalla testata della valle, che scacciano via gradualmente l'aria più mite e ricambiano completamente la massa d'aria.

La nevicata però diventa caratterizzata da rovesci di neve intermittenti, che nelle pause lasciano ancora un po' di spazio alla pioviggine o alla pioggia mista a neve, specie quando il vento non interviene a raffreddare l'aria. La situazione pertanto resta al limite e alla fine il fondovalle beneficia poco degli effetti del fronte freddo in inverno dopo il passaggio di un fronte caldo che ha inserito aria mite. Occorre l'ingresso di aria più asciutta e fredda postfrontale e un miglioramento del tempo finchè si ricreino le condizioni adatte alla nevicata. L'intento del filmato è dunque puramente didattico e mira a coinvolgere ed appassionare i nostri lettori, per condividere con loro il frutto di tanta passione e fatica.


Autore : Alessio Grosso

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