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Il tornado di Taranto raccontato con video ed immagini

Nella mattinata di mercoledì 28 novembre un vero e proprio tornado si è abbattuto su alcuni settori cittadini di Taranto seminando distruzione, tanta paura e purtroppo anche qualche perdita umana. Avvalendoci dei filmati e delle immagini attualmente reperibili in rete cerchiamo di dare una spiegazione al vistoso fenomeno atmosferico sfatando il mito del "tornado impossibile" sul territorio italiano.

**Video** - 29 Novembre 2012, ore 07.30

Nella mattinata di mercoledì 28 novembre, uno spaventoso cono di polvere e detriti ha sconvolto l'area industriale presso l'ILVA di Taranto provocando incredibili danni. Il bilancio delle vittime conta purtroppo un morto ed un disperso. Molte fonti d'informazione valutano (erroneamente) l'episodio vorticoso come "una tromba d'aria un pò panciuta" quando in realtà abbiamo a che fare con un vero e proprio tornado.

 

 

Trattasi quindi non di una tromba d'aria, ma di un cono tornadico di tipo "wedge" che ha sconvolto la periferia di Taranto accanendosi in modo particolare con il grosso complesso industriale dell'ILVA. Il fenomeno tornadico ha tratto origine da una supercella che nella mattinata di ieri appariva all'immagine satellitare nel campo del visibile con un corposo V-Shape addossato alle coste orientali calabre. 

Il violento temporale è nato in seno ad un corposo sistema frontale di tipo freddo sospinto rapidamente verso est dall'intensa iniezione di aria fredda nord-atlantica retrostante la depressione che in quelle ore invadeva il Mediterraneo occidentale. A muovere tutta la giostra depressionaria un notevolissimo minimo barico di ben 980mb collocato nella giornata di ieri sul mar Ligure.

Per il mezzogiorno d'Italia eventi di questo tipo non sono una novità. La seconda metà dell'autunno risulta per alcune regioni del sud il periodo stagionale che più di altri è in grado di provocare eventi così estremi.

Questo tipo di fenomenologia può in realtà essere sostenuta soltanto dalla presenza di un sistema frontale molto organizzato ed alimentato da un corposo flusso di aria fredda. Il crollo dei geopotenziali conseguente stabilisce così un ottimo gradiente verticale favorendo l'instabilità. La presenza di uno wind-shear positivo ha fornito un contributo fondamentale alla genesi di un fenomeno tanto affascinante quanto pericoloso e distruttivo. 

Residuo calore ancora in circolo nell'atmosfera del basso Mediterraneo favorisce infine la scintilla all'esplosione di intensi cluster temporaleschi che inseriti in un contesto così marcatamente ciclonico come quello appena descritto, possono degenerare in veri e propri "mostri".

Da questa osservazione se ne deduce che condizioni di questo tipo siano relativamente comuni durante il periodo autunnale mentre lo siano molto meno durante il resto dell'anno.

- Il primo video mostra l'impressionante cono "wedge" del tornado mentre attraversa lo stabilimento industriale dell'ILVA. Ad un tratto compare un bagliore luminoso improvviso al livello del terreno, notato dallo stesso ragazzo autore del filmato, un fenomeno noto ai grandi tornado degli Stati Uniti col nome di "power flash".

- Il secondo video mostra il tornado da posizione più ravvicinata mentre attraversa la zona delle fonderie provocando ingenti danni con fuoriuscita di fumo da alcune ciminiere.




Approfondimento di Luca Angelini:

http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Il-tornado-di-Taranto-perche-tanta-violenza-Quanto-sono-frequenti-in-Italia-fenomeni-del-genere-/39619/


Autore : William Demasi

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