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GELO e NEVE al nord nell'inverno 46-47

Era il lontano 1946, l'Italia e l'Europa uscivano lentamente dall'incubo della seconda guerra mondiale. Le cronache di quei giorni davano risalto a notizie ed informative ben più importanti delle vicende meteorologiche italiane.

**Video** - 27 Gennaio 2015, ore 10.51

Eravamo nell'anno dell'Assemblea Costituente, la nascita della Repubblica Italiana, del grande processo di Norimberga e delle lotte partigiane; la fame e la povertà regnavano sovrane su tutto il Paese.

Le fasi di acuto maltempo, ostacolavano le già difficili attività di approvvigionamento di generi alimentari, di combustibili e di materie prime di sussistenza: è proprio in quelle occasioni che le avvincenti colonne dei quotidiani dedicavano i primi spazi agli accadimenti meteorologici.

Negli ultimi 15 giorni del 1946, una possente figura anticiclonica centrata sul nord Europa, determina un'imponente discesa di aria polare sul settentrione italiano, con valori termici notevoli su tutto il nordovest: il 22 dicembre Torino registra -12,3°C, Milano Linate -10,2°C. La vigilia di Natale trascorre con clima rigido su tutta la Lombardia.

A Milano l'Osservatorio di Brera dopo aver toccato il giorno 23 il valore più basso del mese, con ben -7,2°C, il giorno della vigilia registra una nuova giornata di ghiaccio. L'ondata di freddo, che inizialmente sembrava decrescere nei giorni successivi al Natale, ritrova vigore nei primi giorni del nuovo anno, con una nuova irruzione artica. Venerdì 3 gennaio Brera registra una massima di soli -3,4°C; le città lombarde e piemontesi sono ricoperte dal ghiaccio, gelano gli scambi ed i freni dei tram, con interruzioni dei trasporti e dei servizi.

Nelle campagne dell'Alessandrino si toccano 17 gradi sotto lo zero e ghiaccia il fiume Tanaro. A Torino nella mattina di sabato i termometri del centro radio dell'Aeritalia segnano 13 gradi sotto zero.

Tutto il settentrione si trovava stretto in una morsa di ghiaccio, con fiumi e canali ghiacciati ovunque. Ecco alcuni valori estrapolati dalle stazioni meteorologiche di allora: Torino -14, Milano Brera -11, Venezia -11, Asiago -31, Genova -7, Padova -12, Vicenza -14, Trento -11, Bolzano e Belluno -18, e sono solo alcune delle temperature significative di quei giorni.

Ma dai primi di gennaio ecco che le condizioni meteo cambiano repentinamente. Mercoledì 8 gennaio l'Osservatorio meteorologico di Brera registra ancora - 10,5°C quando le temperature timidamente risalgono a partire dai settori estremi del nord-ovest, mentre dal Piemonte giungono nel frattempo le prime segnalazioni di copiose nevicate in atto nell'alessandrino.

Giovedì 9 gennaio, mentre ad Asiago lo scirocco fa impennare in 48 ore la temperatura da -32°C a +2°C, l'alta Lombardia viene interessata da consistenti precipitazioni nevose. Dopo qualche giorno di lieve aumento termico, dal 23 gennaio una seconda ondata di gelo investe il nord-Italia.

L'Osservatorio meteorologico di Bergamo venerdì 24 gennaio registra 10 gradi sotto zero, mentre dall'alta Val Brembana e dalla Val Seriana giungono notizie di violente bufere di neve; a Campelli, in provincia di Sondrio, la neve raggiunge l'altezza di un metro e mezzo.

Nella giornata di sabato tutta la Lombardia è interessata da precipitazioni nevose: a Milano si raggiungono i primi 15 centimetri con temperature minime di -6,2°C con le massime che si fermano a soli -3,9°C. Con l'inizio di febbraio il nord Italia è ancora stretto nella morsa di neve e ghiaccio.

Nella serata di lunedì 3 i fenomeni abbracciano tutto il nord Italia: "la neve fiocca senza interruzione da ventiquattro ore su gran parte dell'alta Italia. Dalle varie zone della Lombardia, dal Veneto, dalle Marche, dalla Toscana e dalle regioni appenniniche giungono segnalazioni di nevicate abbondantissime" (dal "Corriere della sera" di martedì 04 febbraio 1947)

Nel mese di febbraio altri episodi nevosi, alternati a nuove colate gelide, investono il settentrione sino alla fine del mese. Si chiude così un trimestre eccezionalmente freddo e prodigo di neve per il nord italia, con bel 28 giorni di ghiaccio sulla Lombardia, ossia giornate nelle quali la temperatura si mantenne costantemente al di sotto degli zero gradi centigradi, e ben 117 cm di neve cumulati in 17 giorni sul Capoluogo lombardo.

Un trimestre difficile per un Paese duramente colpito dal conflitto mondiale, ma che si apprestava a vivere entro pochi anni il florido periodo del boom economico.

 


Autore : Luca Savorani, adattamento Alessio Grosso

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