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Il mondo (e l'Italia) durante l'ultimo periodo glaciale

 
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Autore Messaggio
gippalippa



Registrato: 20/01/15 17:54
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MessaggioInviato: Mon Jun 19, 2017 8:05 pm    Oggetto: Il mondo (e l'Italia) durante l'ultimo periodo glaciale Rispondi citando

Molto spesso su questo forum si parla della PEG ma non ho mai visto qualcuno parlare del fratello maggiore, la vera e propria ERA GLACIALE; visto che sembra stia per cominciare un'altra bollente estate direi che questo è il momento migliore per parlare di ciò che il mondo era a quel tempo, giusto per rosicare ancora un po' di più ( Laughing ).

La vera madre di tutte le ere glaciali avvenne circa 700-650 milioni di anni fa durante il periodo cryogeniano; in quel frangente la Terra, per ragione ancora oggi non del tutto comprese, si raffreddò a tal punto che le calotte glaciali si estesero fino a lambire le zone equatoriali e ai tropici le temperature raggiunsero anche i -50 °C. Ma quest'era e così remota che non ci sono abbastanza dati per parlarne in modo approfondito.

Decisamente più conosciuto e meno estremo è stato l'ultimo periodo glaciale, iniziato circa 110000 anni fa e terminato circa 12000 anni fa. Conosciuto anche col nome di "glaciazione wurmiana" (termine in realtà inesatto in quanto ufficialmente si riferisce esclusivamente alla glaciazione delle alpi durante questo periodo) ha visto il suo periodo di maggior crudezza (chiamato ultimo massimo glaciale) da 25000 a 18000 anni fa. Mentre si può immaginare che oltre mezzo miliardo di anni fa la Terra visse un periodo climatico così estremo e decisamente difficile immaginare come appena poche decine di millenni fa la Terra fosse un posto così diverso e inospitale.
Durante il massimo glaciale la temperatura media terrestre era fra i 5 e gli 8 gradi inferiori a quella moderna; in particolar modo mentre all'equatore lo scostamento era decisamente più moderato, di appena un paio gradi, alle latitudini medie e polari era enorme (da circa 13 gradi alle latitudini della fascia temperata fino a 20 gradi ai poli). Mentre un paradiso per i più freddofili più duri e crudi non era un periodo particolarmente gioioso per i nevofili; infatti il clima era decisamente più secco rispetto al periodo attuale in quanto le temperature più basse limitavano molto i tassi di evaporazione dei bacini oceanici. Altro fattore che limitò le precipitazione su determinate aree del mondo era la presenza di enormi calotte glaciali sull'America settentrionale e sul nord Europa.
La calotta americana raggiunse proporzioni mostruose: durante la massima espansione superò i 16 milioni di chilometri quadrati e nelle aree più settentrionali raggiunse i 4 chilometri di spessore; ricopri interamente il Canada e gli Stati Uniti settentrionali spingendosi fino ai luoghi dove attualmente sorgono le città di New York e Chicago. La calotta europea era meno impressionante in termini di dimensioni e spessore ma fu tutt'altro che piccola: raggiunse al massimo dell'espansione circa 8-9 milioni di chilometri quadrati e uno spessore di 300 metri; ricopri interamente la penisola scandinava e la quasi totalità della penisola britannica (a quell'epoca, propria a causa di queste enormi calotte glaciali che intrappolavano quantità d'acqua impressionanti, il livello del mare era fra i 125 e i 150 metri più basso rispetto al livello attuale e le isole britanniche di conseguenza erano collegate al resto del continente europee), e ricopri parzialmente la Germania e la Polonia (per lo più le regioni settentrionali di quest'ultime). Su queste calotte stazionavano quasi permanentemente (fatta forse eccezione per i periodi più caldi dell'estate) enormi anticicloni termici, analoghi al moderno anticiclone russo-siberiano che generavano masse d'aria estremamente secche e gelide che contribuivano a rendere molte aree del globo ancora più aride in un contesto già arido di suo. Proprio per questo motivo buona parte della Siberia, che probabilmente viveva temperature sotto i -80 gradi durante l'inverno, non fu ricoperta da una calotta glaciale stabile e rimase per lo più scoperta dai ghiacci, in quanto l'aria proveniente dalla calotta europea era troppo secca per generare precipitazioni sufficienti a formare uno strato di ghiaccio consistente. Il clima secco distrusse le foreste pluviali sostituite quasi interamente dalla savana e ampliò i deserti già esistenti. In tutto questo come se la cavava l'Italia? Beh, tenendo conto che il resto dell'europa che non era sepolto dai ghiacci sperimentava un clima analogo a ciò che si vive attualmente in Groenlandia meridionale, con estati dove la temperatura non superava quasi mai i 10 gradi e di inverno si raggiungevano senza problemi i -20 gradi l'Italia si trovava abbastanza a sud da risparmiarsi parzialmente questo clima. Il nord della penisola era sicuramente la parte più ostile, infatti, complice il fatto che le alpi erano ricoperta interamente da una calotta glaciale che favoriva l'espandersi dell'anticiclone termico stanziate sopra la calotta europa fino al nord del nostro paese, il clima non era dissimile da quello che dominava il resto del continente, secco con estati molto fresche e inverni gelidi; il centro-sud invece viveva un clima che si potrebbe paragona a quello attualmente vissuto nelle zone centro-settentronali della penisola scandinava, con estati fresche ma non troppo e inverni rigidi ma non gelidi; in particolar modo va notato che a causa dell'anticiclone stanziante sulla calotta europea l'Italia era costantemente esposta e gelide correnti da N/E che imponevano costantemente una forte ventilazione di grecale sull'intera penisola. Quindi la presenza delle due calotte forzava la circolazione sui due continenti da est a ovest e imponeva una biforcazione della corrente a getto che si separava in due rami che arginava le calotte a nord e a sud; Di conseguenza il flusso atlantico era molto più basso e lo scontro fra le seccature atlantiche e l'aria gelida proveniente dalle calotte doveva provocare proprio in corrispondenza dell'Italia centro-meridionale e delle parti più settentrionali dell'Africa intense depressioni che avrebbero portato a fortissimi blizzard e quantitativi nevosi da capogiro (ironico il fatto che quindi Roma e Napoli all'epoca si trovavano in quella che probabilmente era una delle zone più nevose del mondo Laughing Laughing ).

Probabilmente molti di voi leggendo queste ultime righe saranno entrati in modalità rosik chiedendosi quando potrà avvenire nuovamente una cosa del genere; beh la buona notizia per i freddofili più hardcore e che GW o no e inevitabile che la Terra rientri in un'altro periodo glaciale intenso come se non più dell'ultimo, la cattiva e che ci si deve armare di pazienza e possibilmente di un po' di acqua dell'eterna giovinezza in quanto il prossimo periodo glaciale e previsto per iniziare fra 15000 e 50000 anni Crying or Very sad

Dopo tutto sto papiello chiedo a voi vorreste vivere una cosa del genere? (facendo finta che non avvengano gli enormi danni alla civiltà e i miliardi di morti che un'evento del genere comporterebbe).


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MessaggioInviato: Mon Jun 19, 2017 8:33 pm    Oggetto: Re: Il mondo (e l'Italia) durante l'ultimo periodo glaciale Rispondi citando

gippalippa ha scritto:


Dopo tutto sto papiello chiedo a voi vorreste vivere una cosa del genere? (facendo finta che non avvengano gli enormi danni alla civiltà e i miliardi di morti che un'evento del genere comporterebbe).


P

Veramente un'ottima analisi. Wink
ALPI
Con i ghiacciai che si trovavano pure nella vallate alpine anche a bassa quota

AMERICA NORD/EUROPA


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Arizona



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MessaggioInviato: Mon Jun 19, 2017 8:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quasi quasi una sciata al Terminillo a ferragosto me la farei 😄
Complimenti per l'articolo, molto interessante


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gippalippa



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MessaggioInviato: Tue Jun 20, 2017 9:13 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie grazie Smile

IMade mi hai fatto rendere conto che avrei dovuto aggiungere qualche immagine Embarassed

E vb


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GiulianoPhoto



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MessaggioInviato: Tue Jun 20, 2017 10:32 am    Oggetto: Rispondi citando

Anni fa studiai nel dettaglio l'ultima era glaciale Wurm..

Grossomodo il clima della Pianura Padana 15k anni fa era riconducibile a quello attuale sulle alpi a 1700/2000m ma decisamente più secco con una steppa alternata a boschi di larici e conifere(circa 400/600mm di pioggia annui contro gli 800/1000 attuali)

La differenza con l'attuale clima era molto più marcata in estate che in inverno con 12 gradi in meno nella stagione calda e "appena" 3/5 in quella fredda in quanto i resti geologici degli isotopi indicano un'altissima piovosità estiva e scarsissima invernale a testimonianza di un probabile anticiclone di matrice continentale ben radicato nel semestre freddo sul centro europa con termiche comunque non eclatanti sullo stivale e moderatamente fredde (isoterme sul nord italia probabili sempre attorno ai -5/-20 a 850hpa) Ovviamente molto più fredde di oggi!

Nel semestre caldo con il ritirarsi della banchisa le perturbazioni iniziavano a affondare nel mediterraneo con pioggia e nevicate abbondanti sulle Alpi, che avevano il limite delle nevi perenni che oscillava tra i 1500m e i 2000m con immensi ghiacciai le cui lingue raggiungevano nei secoli più freddi la pianura con immensi fronti.

I carotaggi sul Monte Rosa testimoniano alcuni anni verso la fine della glaciazione (12/15 mila anni fa) così secchi che non si superarono i 150/200mm di pioggia in un anno intero, probabilmente dovuti alla massima estensione della calotta polare che non permetteva alle perturbazioni di raggiungere lo stivale.


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gippalippa



Registrato: 20/01/15 17:54
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MessaggioInviato: Tue Jun 20, 2017 10:54 am    Oggetto: Rispondi citando

GiulianoPhoto ha scritto:
Anni fa studiai nel dettaglio l'ultima era glaciale Wurm..

Grossomodo il clima della Pianura Padana 15k anni fa era riconducibile a quello attuale sulle alpi a 1700/2000m ma decisamente più secco con una steppa alternata a boschi di larici e conifere(circa 400/600mm di pioggia annui contro gli 800/1000 attuali)

La differenza con l'attuale clima era molto più marcata in estate che in inverno con 12 gradi in meno nella stagione calda e "appena" 3/5 in quella fredda in quanto i resti geologici degli isotopi indicano un'altissima piovosità estiva e scarsissima invernale a testimonianza di un probabile anticiclone di matrice continentale ben radicato nel semestre freddo sul centro europa con termiche comunque non eclatanti sullo stivale e moderatamente fredde (isoterme sul nord italia probabili sempre attorno ai -5/-20 a 850hpa) Ovviamente molto più fredde di oggi!

Nel semestre caldo con il ritirarsi della banchisa le perturbazioni iniziavano a affondare nel mediterraneo con pioggia e nevicate abbondanti sulle Alpi, che avevano il limite delle nevi perenni che oscillava tra i 1500m e i 2000m con immensi ghiacciai le cui lingue raggiungevano nei secoli più freddi la pianura con immensi fronti.

I carotaggi sul Monte Rosa testimoniano alcuni anni verso la fine della glaciazione (12/15 mila anni fa) così secchi che non si superarono i 150/200mm di pioggia in un anno intero, probabilmente dovuti alla massima estensione della calotta polare che non permetteva alle perturbazioni di raggiungere lo stivale.


Ottimo approfondimento, grazie. Purtroppo non sono riuscito a reperire dati così approfonditi sul clima italiano dell'epoca, molto interessante Wink


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MessaggioInviato: Sun Jun 25, 2017 7:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei aggiungere un'altra immagine che però riguarda esclusivamente la mia regione e poco più

Durante l'era glaciale la mia città era a 1800metri, di cui 1600metri di ghiaccio:lol: . Lingue di ghiaccio spesse svariate centinaia di metri fino alla pianura padana


http://www.meteoaquilano.it/pubblicazioni/Il%20clima%20durante%20l%27ultimo%20massimo%20glaciale.pdf
Ho trovato anche questo documento che approfondisce con delle immagini pur spiegando la questione in maniera molto semplice (il link è di un altro sito meteo ma porta direttamente al documento senza passare per il sito stesso. Se è un problema per i moderatori lo posso togliere)


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