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Nevicate storiche e relativi dati/testimonianze
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Autore Messaggio
Telecuscino
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 8:22 am    Oggetto: Rispondi citando

E credo, Duca, che sei nella zona più avvezza d'Italia Very Happy (al netto di Appennini e Alpi).
Bella testimonianza quella dell''85 che forse a livello termico é stata più fredda? (Ma non Burian mi pare di ricordare).
Spero che la prossima zaccagnata gelida possa avere isoterme di tutto rispetto oltre ai minimi giusti e profondi


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 8:26 am    Oggetto: Rispondi citando

Comunque nella mia ondata gelida dei sogni 3 metri di neve sarebbero veramente troppi in quanto non ti puoi neanche spostare se non nei percorsi prestabiliti!
Io opterei per 80 cm - 1 m spalmati in 15 giorni e isoterme sotto la -15 burianica! (Con tanto di Ponza low profonda come quella del '56 Cool ).


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Refle 71



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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 8:37 am    Oggetto: Rispondi citando

ducaneve ha scritto:
Refle 71 ha scritto:
Ondata di gelo e neve del gennaio 1985.
Ecco quello che ricordo di quei giorni.
Già i primi giorni di gennaio il tempo si era fatto più freddo e si era vista un po' di neve.
Poi la notte tra venerdì 4 e sabato 5 gennaio ecco la prima grande nevicata.
Mi alzo la mattina e c'erano già 30-40 cm di neve, tirava la bora forte, era bellissimo lo scaccianeve dai tetti.
Tutto il giorno si alterna bora con la neve che si alzava dappertutto e si riposizionava e vento da nord-ovest, più debole, ma con neve che scendeva più fitta.
La sensazione di freddo era davvero intensa con vento e temperature abbondantemente sottozero.
Il giorno dopo, domenica 6, nevica debolmente con vento da nord -ovest.
Altra giornata di ghiaccio.
Giornata di ghiaccio anche lunedì 7, ma co il cielo sereno tutto il giorno.
Mi colpiva il fatto che la neve non si scioglieva neanche dove batteva il sole.
La scuola che quel giorno sarebbe dovuta iniziare dopo le vacanze, rimane chiusa tutta la settimana.
Alle previsioni avevo sentito che il giorno dopo sarebbe arrivato un altro peggioramento, ma questa volta da ovest.
La mattina dopo il cielo era parzialmente nuvoloso e c'era vento da sud-est, rimasi sorpreso che nonostante la direzione del vento rimaneva tutto gelato e nevicava debolmente con il sole che faceva capolino tra le nuvole.
Il cielo si copre per bene e la nevicata aumenta d'intensità.
Verso mezzogiorno, il vento gira per una mezz'ora da sud-ovest, ma continua a nevicare.
Poi gira a nord -ovest e la neve inizia a scendere davvero fitta.
Nevica intensamente tutto il giorno con temperature di parecchio sottozero.
Continua lo stesso tempo la notte successiva e anche il giorno dopo, mercoledì 9 gennaio.
Il pomeriggio di mercoledì ne veniva giù davvero tanta, addirittura se si camminava dove non l'avevano spalata le gambe sprofondavano fino al sedere.
La mattina di giovedì 10 smise di nevicare.
Mi ricordo delle mucchie enormi, solo nel 2012 ne ho vista di più, molto di più.
Lunedì 14 peggiorò il tempo con correnti meridionali e temperatura che doveva essere di pochissimo sopra lo zero e pioggia.
L'ondata di gelo era finita, ma la val Padana era ancora gelata e ricordo che i giorni dopo quando il vento tirava da nord-ovest la temperatura tornava sottozero.
Ricordo infatti un altro paio di modeste nevicate e un paio di gelicidi.
Il fenomeno che ha caratterizzato quell' ondata, è stato, oltre alla neve, il freddo intensissimo.
Qui vicino c'è un laghetto artificiale, piuttosto profondo e ricordo che alcuni miei amici ci avevano camminato sopra, uno addirittura si era messo a saltare!!
Da ragazzi si fanno cose senza testa!

Ciao Refle, non so come fai a ricordarti in maniera così precisa di eventi avvenuti tanti anni fa, oltre al fatto che eri un ragazzino e molte cose fatte a quella età vanno nel dimenticatoio, devi averle annotate (se così fosse sei stato bravissimo) oppure hai una memoria di ferro!

Qui nel 2012 le scuole chiusero per 21 giorni consecutivi! A me questa cosa mi da del rammarico, perché non so quanto avrei voluto una nevicata come quella, in età scolastica, mi sarei divertito come una bestia, invece sono stato uno dei pochi qui ad Urbino a lavorare sempre, anche in quel sabato quando si ebbe la nevicata più grossa di quei giorni, quello che ho patito in quelle ore lo so solo io, dato che faccio l'autista e tutti i colleghi sono rimasti a casa a parte due o tre che facevano navette nelle città vicine, però in pianura, ho visto la cosa come una punizione divina per essere un nevofilo/freddofilo incallito, solo io e pochi altri potevamo sopportare quell'inferno bianco, dato che la neve mi piace enormemente!

Ciao Duca, non so come faccio, ma me le ricordo veramente.
Non mi sono annotato niente e racconto solo fatti che ricordo, non c'è nulla di inventato.
Mi piace condividere queste emozioni che mi sono rimaste impresse nella memoria.
Ho potuto specificare le date di tutti i giorni, perché mi ricordavo che il tutto era iniziato il 5 gennaio, però i giorni della settimana e i momenti delle giornate me li ricordo tutti.
Per quanto riguarda le difficoltà per il lavoro, anche io ne so qualcosa, perché ho lavorato per 26 anni vicino Fossombrone e come vorrei essere rimasto a casa a godermi la neve invece di affrontare il viaggio!!


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 10:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Non lo so, veda un po' lei Very Happy
Un'altra cosa che si puó notare dalle evoluzioni del 1891 e del 1905 per lo meno é che consumatasi la fase clou, la spanciata non era sempre pronta dietro l'angolo ma continuavano giorni con isoterme non crude ma pur sempre negative.
Sicuramente dava una mano grossa alla permanenza della neve al suolo.


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forever2012



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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 10:54 am    Oggetto: Rispondi citando

Telecuscino ha scritto:
Non lo so, veda un po' lei Very Happy
Un'altra cosa che si puó notare dalle evoluzioni del 1891 e del 1905 per lo meno é che consumatasi la fase clou, la spanciata non era sempre pronta dietro l'angolo ma continuavano giorni con isoterme non crude ma pur sempre negative.
Sicuramente dava una mano grossa alla permanenza della neve al suolo.


Capodanno bello fresco quello del 1905, noi invece ormai siamo avvezzi al classico disgelo natalizio con il vp canadese che gira a mille e tiene il gelo lontano da noi.


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Diamond_Sea



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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 1:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sta storia del disgelo natalizio è una bufala bella e buono coniata in questi anni da pseudo meteoman da web. In realtà è un periodo in cui ci sono state spesso e volentieri ondate di freddo e gelo spesso storiche e nenche secoli addietro. Gennaio 85, Natale 86, Gennaio 93, Dicembre 96.


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 1:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ecco 2 anni dopo.
Io non credo molto al più o al meno gelo... Oggi ce ne é comunque nonostante il Gw.
La differenza é che allora l'hp delle Azzorre stava nelle Azzorre quindi bastava una piccola alzata verso nord che ti veniva la Siberia: sapete quanti altri "piccoli eventi" ci sono stati nella stagione 1906/1907 (che prendo per esempio visto che l'ho spulciata tutta).
L'hp era perennemente in Atlantico, altra neve avuta dal 20 Dicembre, isoterme sottozero molto più frequenti perché il flusso Atlantico era perennemente bloccato e il gelo russo era molto più a Ovest per questo



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Telecuscino
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 1:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Diamond_Sea ha scritto:
Sta storia del disgelo natalizio è una bufala bella e buono coniata in questi anni da pseudo meteoman da web. In realtà è un periodo in cui ci sono state spesso e volentieri ondate di freddo e gelo spesso storiche e nenche secoli addietro. Gennaio 85, Natale 86, Gennaio 93, Dicembre 96.

Sono gli ultimi anni.. Anche se bisogna dire che lo scorso anno abbiamo avuto freddo e spolverata appena dopo Capodanno


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forever2012



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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 2:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Telecuscino ha scritto:
Ecco 2 anni dopo.
Io non credo molto al più o al meno gelo... Oggi ce ne é comunque nonostante il Gw.
La differenza é che allora l'hp delle Azzorre stava nelle Azzorre quindi bastava una piccola alzata verso nord che ti veniva la Siberia: sapete quanti altri "piccoli eventi" ci sono stati nella stagione 1906/1907 (che prendo per esempio visto che l'ho spulciata tutta).
L'hp era perennemente in Atlantico, altra neve avuta dal 20 Dicembre, isoterme sottozero molto più frequenti perché il flusso Atlantico era perennemente bloccato e il gelo russo era molto più a Ovest per questo



Infatti secondo me se prendessimo come campione le temperature di Mosca, monitorando gli ultimi 40 anni, noteremmo sicuramente un aumento inesorabile delle termiche negli ultimi anni, segno inconfutabile che durante il periodo invernale il grosso del gelo siberiano è quasi sempre ubicato al di la degli Urali e impossibilitato a espandersi verso ovest da una corrente a getto troppo forte che salvo rare eccezioni impedisce il formarsi di blocchi atlantici ben strutturati.


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ducaneve
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 3:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Refle 71 ha scritto:
ducaneve ha scritto:
Refle 71 ha scritto:
Ondata di gelo e neve del gennaio 1985.
Ecco quello che ricordo di quei giorni.
Già i primi giorni di gennaio il tempo si era fatto più freddo e si era vista un po' di neve.
Poi la notte tra venerdì 4 e sabato 5 gennaio ecco la prima grande nevicata.
Mi alzo la mattina e c'erano già 30-40 cm di neve, tirava la bora forte, era bellissimo lo scaccianeve dai tetti.
Tutto il giorno si alterna bora con la neve che si alzava dappertutto e si riposizionava e vento da nord-ovest, più debole, ma con neve che scendeva più fitta.
La sensazione di freddo era davvero intensa con vento e temperature abbondantemente sottozero.
Il giorno dopo, domenica 6, nevica debolmente con vento da nord -ovest.
Altra giornata di ghiaccio.
Giornata di ghiaccio anche lunedì 7, ma co il cielo sereno tutto il giorno.
Mi colpiva il fatto che la neve non si scioglieva neanche dove batteva il sole.
La scuola che quel giorno sarebbe dovuta iniziare dopo le vacanze, rimane chiusa tutta la settimana.
Alle previsioni avevo sentito che il giorno dopo sarebbe arrivato un altro peggioramento, ma questa volta da ovest.
La mattina dopo il cielo era parzialmente nuvoloso e c'era vento da sud-est, rimasi sorpreso che nonostante la direzione del vento rimaneva tutto gelato e nevicava debolmente con il sole che faceva capolino tra le nuvole.
Il cielo si copre per bene e la nevicata aumenta d'intensità.
Verso mezzogiorno, il vento gira per una mezz'ora da sud-ovest, ma continua a nevicare.
Poi gira a nord -ovest e la neve inizia a scendere davvero fitta.
Nevica intensamente tutto il giorno con temperature di parecchio sottozero.
Continua lo stesso tempo la notte successiva e anche il giorno dopo, mercoledì 9 gennaio.
Il pomeriggio di mercoledì ne veniva giù davvero tanta, addirittura se si camminava dove non l'avevano spalata le gambe sprofondavano fino al sedere.
La mattina di giovedì 10 smise di nevicare.
Mi ricordo delle mucchie enormi, solo nel 2012 ne ho vista di più, molto di più.
Lunedì 14 peggiorò il tempo con correnti meridionali e temperatura che doveva essere di pochissimo sopra lo zero e pioggia.
L'ondata di gelo era finita, ma la val Padana era ancora gelata e ricordo che i giorni dopo quando il vento tirava da nord-ovest la temperatura tornava sottozero.
Ricordo infatti un altro paio di modeste nevicate e un paio di gelicidi.
Il fenomeno che ha caratterizzato quell' ondata, è stato, oltre alla neve, il freddo intensissimo.
Qui vicino c'è un laghetto artificiale, piuttosto profondo e ricordo che alcuni miei amici ci avevano camminato sopra, uno addirittura si era messo a saltare!!
Da ragazzi si fanno cose senza testa!

Ciao Refle, non so come fai a ricordarti in maniera così precisa di eventi avvenuti tanti anni fa, oltre al fatto che eri un ragazzino e molte cose fatte a quella età vanno nel dimenticatoio, devi averle annotate (se così fosse sei stato bravissimo) oppure hai una memoria di ferro!

Qui nel 2012 le scuole chiusero per 21 giorni consecutivi! A me questa cosa mi da del rammarico, perché non so quanto avrei voluto una nevicata come quella, in età scolastica, mi sarei divertito come una bestia, invece sono stato uno dei pochi qui ad Urbino a lavorare sempre, anche in quel sabato quando si ebbe la nevicata più grossa di quei giorni, quello che ho patito in quelle ore lo so solo io, dato che faccio l'autista e tutti i colleghi sono rimasti a casa a parte due o tre che facevano navette nelle città vicine, però in pianura, ho visto la cosa come una punizione divina per essere un nevofilo/freddofilo incallito, solo io e pochi altri potevamo sopportare quell'inferno bianco, dato che la neve mi piace enormemente!

Ciao Duca, non so come faccio, ma me le ricordo veramente.
Non mi sono annotato niente e racconto solo fatti che ricordo, non c'è nulla di inventato.
Mi piace condividere queste emozioni che mi sono rimaste impresse nella memoria.
Ho potuto specificare le date di tutti i giorni, perché mi ricordavo che il tutto era iniziato il 5 gennaio, però i giorni della settimana e i momenti delle giornate me li ricordo tutti.
Per quanto riguarda le difficoltà per il lavoro, anche io ne so qualcosa, perché ho lavorato per 26 anni vicino Fossombrone e come vorrei essere rimasto a casa a godermi la neve invece di affrontare il viaggio!!

Complimenti per la tua passione e memoria!


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ducaneve
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MessaggioInviato: Sun Aug 25, 2019 3:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il racconto a La Repubblica, tra rammarico e sollievo di Ilvo Diamanti professore dell'università di Urbino che lo si vede delle volte in tv.

La nevicata del 1956 non la ricordo. Allora avevo 4 anni, abitavo nella periferia di Cuneo. Ero troppo piccolo e, a mia memoria, nevicava sempre. Tanto. Comunque, data la mia statura, a quell'età la neve mi pareva altissima. Conservo una foto nella quale, a pochi mesi di vita, forse 5, fasciato come una crisalide, me ne sto, dritto come un fuso, piantato nella neve. Cosa non si sarebbe fatto, allora, per una foto memorabile! Ricordo molto meglio la nevicata del 1985. Era gennaio. Mi sorprese a Fiesole, all'Istituto Europeo. Lasciai l'auto lassù e rientrai a casa in treno (abitavo già a Caldogno). Impiegai un giorno di viaggio. I treni arrivavano e ripartivano senza orari previsti e stabiliti. Ovviamente. Arrivato a Vicenza, ad attendermi c'era un amico. Marco. Mi accompagnò in auto. Nel sedile dietro teneva una pala. Ogni tanto si fermava: a una curva, oppure in un vicolo. Afferrava la pala, scendeva e spianava gli ostacoli. Davanti a casa mia non si vedevano più i muri di recinzione - oltre un metro. E neppure il mio cane. Che visse, per qualche giorno, nella scala di accesso al mio appartamento. Dopo allora ricordo altre nevicate. Ma nessuna epica. Le più rilevanti, mi sorpresero a Urbino. Per la posizione e l'altitudine, predisposta a precipitazioni nevose rapide e cospicue. D'altronde, a Urbino, nulla è normale. Ricordo, due anni fa, in febbraio. La neve scese imponente e coprì tutto in fretta. E rammento il rientro, in auto. In silenzio, da solo. La neve ti fa sempre sentire solo. E ti avvolge in una cappa di silenzio. Molte ore di viaggio, prima di rientrare a casa.

Niente a che vedere con l'evento di questi giorni, però. La nevicata del febbraio 2012, mese bisestile di un anno bisestile. Il "Nevone", come lo chiamano, da queste parti. Me lo sono perso. Per caso. Fermato da un'influenza, martedì 31 gennaio, mentre mi preparavo per andare a Urbino. Dove mi attendeva una sessione di esami. Ma avevo 38° di febbre. Che sarebbero saliti, nei giorni seguenti. Oppresso da una bronchite che mi faceva sentire come un palombaro chiuso nello scafandro. Per cui mi sono arrestato sulla soglia di casa. Sono rientrato e mi sono infilato a letto. Dove sono rimasto per molti giorni. Ho ripreso a uscire di casa solo oggi. Sfatto. Dopo dieci giorni di antibiotici, mucolitici e altri medicinali.

La neve che scendeva copiosa a Urbino l'ho vista - e sentita - di lontano. Me l'hanno raccontata gli amici e i colleghi. I primi giorni: sorpresi e un po' indignati. Perché i riflettori erano tutti puntati su Roma, paralizzata da qualche centimetro di neve - diciamo, al massimo, 15-20. Mentre a Urbino e nei dintorni - Urbania, il Montefeltro, l'entroterra di Rimini - ne era scesa più di un metro. E molta, moltissima ne sarebbe scesa ancora. Per limitarci alle ultime ore, nella notte e nella prima parte della giornata, è sceso oltre mezzo metro di neve, ancora. E la neve continua a scendere, senza rallentare. Tuttavia, l'atteggiamento dei media è cambiato in fretta. E da molti giorni abbiamo tutti, davanti agli occhi, le immagini di Piazza del Rinascimento e di Piazza della Repubblica, trasformate in alpeggi d'alta montagna. Il Palazzo Ducale, innevato come, a San Pietroburgo, la Cattedrale di Sant'Isacco d'inverno. L'angolo tra via Raffaello e via Santa Margherita, vicino a casa mia, sepolto da cataste di neve. Altissime. La città ducale sepolta e isolata dalla neve. L'ha narrata Jenner Meletti, alcuni giorni fa, su "la Repubblica", in un viaggio epico (come quello di Paolo Rumiz nei dintorni de l'Aquila). L'hanno documentata, con insistenza, i principali programmi e canali di news. Ma, soprattutto, l'hanno rappresentata, aggiornata e rivisitata, di continuo, gli studenti dell'IFG. La Scuola di giornalismo, che ha sede a Urbino da decenni. Il sito del loro giornale, "Il Ducato", è divenuto un riferimento critico e strategico. Per chi abita a Urbino, ma anche per chi sta altrove ed è interessato a quel che avviene nella città ducale, in questa emergenza.

Gli studenti dell'IFG hanno potuto scoprire il brivido della "professione" giornalistica. Ancora oggi. Al tempo della Rete. Hanno fatto inchiesta, cronaca, servizio. In una città che non ha un "proprio" giornale. Hanno raccontato e aggiornato l'evolvere della situazione. Un giorno dopo l'altro. Un'ora dopo l'altra. Indicando i punti critici, narrando storie. Hanno operato da rete di comunicazione per la città. E da schermo, amplificatore, oltre che da medium, all'esterno. Per l'Italia e il mondo. In questo modo hanno, inoltre, dato risposta al problema su cui si interroga da tempo - anzi, da sempre - Urbino. Come molte altre città "universitarie". La relazione e la coabitazione tra Università e Città. Fra la Città degli Urbinati - i residenti - e la Città degli Studenti, ma anche dei docenti - oltre dei tecnici e degli amministrativi (peraltro, in larga misura urbinati). Un rapporto complicato, visto che gli Urbinati hanno abbandonato (o quasi) il Centro storico agli studenti - e all'Università. Con tutti i problemi e le tensioni che derivano, per una Città abitata da abitanti temporanei e di passaggio. Tuttavia, un'indagine recente, realizzata dal LaPolis e dal CIRSFIA per l'Università di Urbino, ha mostrato come la confidenza reciproca, in effetti, sia alta. Come gran parte degli urbinati affidi all'Università le proprie prospettive future - non solo economiche. E, d'altronde, gran parte degli studenti consideri un vantaggio e un'opportunità vivere e studiare a Urbino. Il Nevone del 2012 ha rafforzato questo legame. Ha visto gli Urbinati e gli studenti lavorare vicino. Enti locali e Università: condividere l'emergenza. Con l'intervento "esterno" dei militari, in alcuni momenti critici. Ma Urbino, lontana dal mondo, ha continuato a vivere. La gente si è "arrangiata". Ha reagito. Urbinati e studenti, insieme: hanno spalato neve, liberato strade, aperto varchi. Insieme: ce l'hanno fatta. A rendere agibile la città. Nonostante i supermercati vuoti e i distributori esauriti. Senza lamentarsi troppo.

Ma gli studenti e l'Università hanno, inoltre, dato occhi e voce a quel che avveniva. Hanno messo in comunicazione le persone e le istituzioni, sul territorio. Mostrando "al mondo" la città, prima e dopo il Nevone. Ne hanno fatto un'icona "ideale". (Che spettacolo la città sotto la neve! Senza auto. Le poche rimaste: invisibili. Sepolte dalla neve.)

Così mi resta il sollievo e un po' di rimpianto. Il sollievo di aver scampato il Nevone del 2012. Di non essere finito sotto la tormenta e sotto la febbre. Il rimpianto di non averlo visto e vissuto di persona. Di non poter conservare memoria di questo evento non come un'immagine - che rimbalza sui media e sulla rete. Ma come un'esperienza eccezionale. Perché Urbino è eccezionale in condizioni normali. Tanto più in condizioni eccezionali.


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MessaggioInviato: Mon Aug 26, 2019 10:25 am    Oggetto: Rispondi citando

io la nevicata del 2005 me lo godei pochissimo... avevo 6-7 anni e mi ammalai Evil or Very Mad Very Happy


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MessaggioInviato: Mon Aug 26, 2019 11:04 am    Oggetto: Rispondi citando

Portiamo avanti le carte e facciamoci del male.
Un classico: l'inverno 1928/1929... Non solo Febbraio!
DICEMBRE che parte con circolazione orientale che poi evolve in "refoli" freddi alti con molto Libeccio e isoterme comunque basse. Poi hp più invadente in Spagna e prima ondata sotto la -8 in Italia.
Credo comunque che la fase con richiami Libecciosi abbia portat ingenti accumuli montani.
Metto solo i momenti più freddi anche per mancanza di tempo.


Sfiatate dell'hp termico disinvolto fin nell'Est Europa senza Atlantico scassa balle. Spagna e Francia anticicloniche a proteggere l'Orso dal mite flusso dell'oceano.




In seguito dal 23/12 al 31/12 poco da segnalare con ripartenza del VP e "disgelo Natalizio" se così si può chiamare: Isoterme costantemente negative nella maggior parte del territorio italiano per tutto il mese... Oltre al gelo di Febbraio è questo che mi fa invidia e farebbe invidia a tutti i gestori sciistici Alpini et Appenninici.....


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MessaggioInviato: Mon Aug 26, 2019 1:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Un bel aneddoto che mi "ridìcordo" quando ero piccolo uscito dall'asilo
ero completamente sommerso nella neve poi successivamente tramite alcune ricerche su internet scoprii che si trattava della nevicata del
28/11/2008 70 cm di neve in 24h.
Magari lo facesse quest'anno.
Una altra bella nevicata che mi raccontò mio nonnetto
8-9/12/1990 caddero +100 cm di neve in poco più di 24h.
Poi il 2012 nevicò anche qui certo non paragonabile al evento avvenuto da voi sull'Adriatico davvero bello.
Un accumulo tot di 60 cm di neve con minime icredibili e giornate di ghiaccio.


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Febbraio2012



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MessaggioInviato: Mon Aug 26, 2019 1:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Telecuscino ha scritto:
Non lo so, veda un po' lei Very Happy
Un'altra cosa che si puó notare dalle evoluzioni del 1891 e del 1905 per lo meno é che consumatasi la fase clou, la spanciata non era sempre pronta dietro l'angolo ma continuavano giorni con isoterme non crude ma pur sempre negative.
Sicuramente dava una mano grossa alla permanenza della neve al suolo.

da sogno questa... il top sarebbe che andasse in cut off a scaricare tutto in Italia Very Happy


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