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MeteoLive.it :: Leggi argomento - La Fisica dei cambiamenti climatici (e falsi miti...)
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La Fisica dei cambiamenti climatici (e falsi miti...)
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Autore Messaggio
the hurricane



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MessaggioInviato: Thu Apr 04, 2019 9:19 pm    Oggetto: La Fisica dei cambiamenti climatici (e falsi miti...) Rispondi citando

Dal momento che spesso nel forum ho spesso discusso anche in modo piuttosto accesso sul tema dei cambiamenti climatici, ho deciso di aprire un thread dove parlarne e discutere in modo scientifico.

Spesso si parla dei cambiamenti climatici in modo troppo generico, come se certi risultati uscissero un po' dal nulla, tuttavia dietro ai cambiamenti climatici ci sono leggi fisiche e basi scientifiche molto solide, ma che spesso vengono ignorate.
Per questo ho scelto di aprire una discussione volutamente tecnica, pur cercando di usare un linguaggio capibile da tutti.

Ovviamente sono disponibile a rispondere a domande sul tema Smile

Oltre agli aspetti scientifici, si parlerà anche di falsi miti di cui spesso si legge nel web. (In modo da averne una raccolta, visto che, con il tempo, saltano fuori ciclicamente anche nel forum).

Quante volte si sente dire che l'unica fonte di energia per la Terra è il Sole?

Eppure, come vedremo, la temperatura media della Terra sarebbe molto minore considerando solamente l'energia solare.

L’equilibrio radiativo terrestre si basa sulla legge di conservazione dell’energia, tra quella incidente proveniente dal Sole e quella emessa dalla Terra.

Il Sole può essere considerato un corpo nero di temperatura 6000K che emette radiazione secondo la legge di Stefan – Boltzmann:

B(t) = σ T^4

Dove B(t) è la brillanza superficiale e rappresenta l’emissione di energia nell’unità di tempo, σ è la costante di Boltzmann (σ = 5.670 10-8 W/m^2K^4) e T è la temperatura misurata in gradi Kelvin.

La radiazione solare ha l’emissione massima a lunghezza d’onda nel visibile, secondo la legge di Wein:

T λ= 2898 µm K


Si definisce costante solare S = 1367 W/m2 la quantità di radiazione, in termini di potenza, che incide su una superficie normale alla direzione di propagazione posta ad una distanza di 1UA dal Sole. dove 1 UA indica l'unità astronomica, ovvero la distanza media tra la Terra e il Sole.

L’energia incidente sul pianeta si può calcolare dal prodotto della costante solare per l’area che il pianeta espone alla radiazione incidente perpendicolarmente ad essa, con l’approssimazione che i raggi solari siano paralleli; tale calcolo è generalmente valido per i pianeti il cui diametro sia molto minore rispetto alla distanza dal Sole.

radiazione totale assorbita = S π R^2 (R=raggio terrestre)

Questa radiazione assorbita viene ridistribuita su tutta la superficie sferica della Terra, quindi la radiazione assorbita per ogni m^2 è data da:

radiazione media assorbita= S/4=342 w/m^2

L’energia assorbita risulta minore di quella intercettata, perché è necessario tener conto della radiazione che viene riflessa dalla superficie del pianeta. Si definisce albedo la frazione di radiazione che viene riflessa rispetto all’energia incidente; per la Terra l’albedo (α) vale circa 0.3, con parte della radiazione incidente che viene riflessa nello spazio da alcuni mezzi particolari, come ghiacciai e le nubi. è quindi necessario modificare l’equazione in:

radiazione media assorbita = (1-a) S/4=240 W/m^2

Per determinare la temperatura di emissione della Terra è sufficiente uguagliare l’energia assorbita con la radiazione emessa da un corpo nero, con l’approssimazione di considerare la Terra come un corpo nero.

σ Tt^4 =240w/m^2

e si ottiene una temperatura terrestre di

Tt=-18°C

quindi, le leggi fisiche ci dicono che il clima non dipende solo dal Sole. Quindi perchè la temperatura media della Terra è di circa 16°C?

In questo gioca un ruolo fondamentale l'atmosfera terrestre, in modo particolare alcuni gas presenti in piccole quantità hanno un ruolo fondamentale Wink


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Bill Carson



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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 11:49 am    Oggetto: Re: La Fisica dei cambiamenti climatici (e falsi miti...) Rispondi citando

A me ha sempre incuriosito sapere qual è il contributo dei vari gas a effetto serra che si hanno in atmosfera (quelli a percentuali non trascurabili).
Va bene l'anidride carbonica, ma c'è anche il vapore acqueo e il metano che hanno particolari effetti. Sono stati quantificati?

Poi, una richiesta più generale: si potrebbe rinominare questo thread come "Cambiamenti climatici (e falsi miti)" in generale, e non solo dal punto di vista fisico? Questo per analizzare in una maniera più approfondita tutti i vari fattori climatici, includendo quindi le concentrazioni di gas serra, ok, ma anche l'effetto solare, la disposizione e l'intensità delle correnti marine eccetera, eventuale effetto schermatura da potenti eruzioni vulcaniche, eccetera.

Secondo me potrebbe essere utile per chiarire, anche a beneficio di chi legge, il perché di certe oscillazioni climatiche anche molto violente degli ultimi millenni. Un esempio fra tanti: sembra appurato che 5.000 anni fa il clima fosse molto più mite di adesso, almeno (per quello che so) per quanto riguarda l'Europa e zone limitrofe. Stessa cosa dicasi per il famoso periodo caldo medioevale, per il quale ho letto stime attendibili di temperature medie di 4°C oltre le medie 1961-1990 per le zone intorno all'Islanda.


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 12:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bhé diciamo che il Sole é l'unica fonte di energia importante.
Dal momento che i gas serra funzionano se c'é una fonte di calore.
Infatti le glaciazioni non sono dovuti ai cambiamenti di gas serra sulla superficie, ma ai cicli di Milankovic.
Inoltre prendono sempre più piede i cicli millenari del Sole (mi sembra circa 11000 anni l'uno) nello spiegare l'abbassamento delle temperature.
La Co2 si abbassa grazie alla solubilizzazione nei mari freddi (molto maggiore rispetto a un mare caldo) e al suo intrappolamento in foreste e soprattutto ghiacciai.
Quindi se nel processo di raffreddamento l'abbassamento della CO2 é una conseguenza, perché nel riscaldamento dovrebbe essere una causa, o per lo meno darla per certo la più importante?


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 12:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se così fosse allora in ogni interglaciale accompagnato dal caldo la crescita dei gas serra dovrebbe essere incontenibile, eppure c'é un picco e poi si riscende..
I vulcani da soli non possono scatenare un'era glaciale visto che le polveri (oltre a dover essere a base solforosa e raggiungere la stratosfera per non essere dissolta dai moti convettivi sottostanti) non possono rimanere per aria per più di diversi anni.
Grazie per le risposte!


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leonardo 555



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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 1:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

è vero che Senza l'effetto serra naturale, la Terra sarebbe un pianeta ostile? invece della temperatura media globale di +15 °C in prossimità del suolo, si raggiungerebbero i -18 °C. I cosiddetti gas serra permettono alla luce solare a onde corte di filtrare liberamente fino alla terra?


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 1:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si, ma da quello che so non perché permettono di filtrare ma perché quelle molecole riescono ad accumulare energia superiore rispetto ai gas "non serra"! (Trasferendola poi all'atmosfera in generale).
Tipo il Metano CH4 riesce ad accumulare 27 volte più energia della Co2.
Curiositá: gli estrattori lo estraggono da suoli detti Histosols (suoli organici, orizzonti O) molto abbondanti in Russia Siberiana, non sto a spiegare la genesi e pubblicizzano il prodotto dicendo: "Se ve lo vendo grazie a combustione diventa Co2 quindi diviene meno pericoloso per il clima" Very Happy


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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 5:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

leonardo 555 ha scritto:
è vero che Senza l'effetto serra naturale, la Terra sarebbe un pianeta ostile? invece della temperatura media globale di +15 °C in prossimità del suolo, si raggiungerebbero i -18 °C. I cosiddetti gas serra permettono alla luce solare a onde corte di filtrare liberamente fino alla terra?

Un esempio di atmosfera composta in modo estremo da Gas serra è l'atmosfera di Venere:

Venere possiede un'atmosfera costituita principalmente da anidride carbonica, molto più densa di quella terrestre, con una pressione al livello del suolo pari a 92 atm. La temperatura superficiale media è di 460 gradi Celsius.

Mercurio invece, non avendo atmosfera, ha una temperatura media di circa 160 gradi Celsius, pur trovandosi a quasi metà della distanza Sole-Venere


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MessaggioInviato: Fri Apr 05, 2019 6:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Telecuscino ha scritto:
Bhé diciamo che il Sole é l'unica fonte di energia importante.
Dal momento che i gas serra funzionano se c'é una fonte di calore.
Infatti le glaciazioni non sono dovuti ai cambiamenti di gas serra sulla superficie, ma ai cicli di Milankovic.
Inoltre prendono sempre più piede i cicli millenari del Sole (mi sembra circa 11000 anni l'uno) nello spiegare l'abbassamento delle temperature.
La Co2 si abbassa grazie alla solubilizzazione nei mari freddi (molto maggiore rispetto a un mare caldo) e al suo intrappolamento in foreste e soprattutto ghiacciai.
Quindi se nel processo di raffreddamento l'abbassamento della CO2 é una conseguenza, perché nel riscaldamento dovrebbe essere una causa, o per lo meno darla per certo la più importante?

Vero, i cicli di Milankovic sono fondamentali per il clima del pianeta ma qui parliamo di cambiamenti più lenti rispetto a quelli che possono avvenire tra un secolo ed un altro.

Il problema oggi sta non tanto nell'aumento generale della temperatura quanto nella velocità molto elevata di mutazione del clima.
Il problema del clima non è un qualcosa su cui costruire un complotto, difatti tutti i paesi più forti sarebbero interessati a fare l'inverso ovvero criticare aspramente il cambiamento climatico per evitare un disincentivo nell'utilizzo dei combustibili fossili.

Un esempio di questo è l'attuale presidente degli Stati Uniti, paese grande esportatore di combustibili fossili. Non per nulla Trump tenta di coprire o comunque ritenere infondati i cambiamenti del clima, sa bene che un rallentamento degli investimenti nel settore non farebbe assolutamente bene al suo paese.


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the hurricane



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MessaggioInviato: Mon Apr 08, 2019 9:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Prima di parlare del ruolo dell'atmosfera, è bene evidenziare come la radiazione emessa della Terra abbia il massimo a lunghezze diverse rispetto a quella solare che ha l'emissione massima nel visibile.

La Terra, essendo approssimabile ad un corpo nero con temperatura media di circa 16°C, per la legge di Wien, emette radiazione con un massimo nella banda degli infrarossi a circa 10 micrometri.

Per questo la radiazione proveniente dal Sole viene chiamata radiazione ad onda corta (shortwave radiation, SW), mentre la radiazione emessa dalla Terra viene chiamata radiazione ad onda lunga (longwave radiation,LW).

In questa immagine sono riporta gli spettri di emissione del Sole e della Terra approssimati come corpo nero.



Fatta questa precisazione, vediamo ora il ruolo dell'atmosfera.

Nel considerare il bilancio energetico globale della Terra, abbiamo trovato che la temperatura effettiva di emissione è di circa -15°C, molto inferiore della temperatura media globale osservata alla superficie di circa 16°C.

La spiegazione di questa discrepanza risiede nelle differenti proprietà di trasmissione dell’atmosfera nei confronti della radiazione solare (SW) e terrestre (LW).

L’atmosfera è relativamente trasparente alla radiazione solare, mentre è quasi opaca per la radiazione terrestre. Quindi la maggior parte della radiazione solare passa quasi indisturbata e raggiunge la superficie, mentre una frazione importante della radiazione emessa della Terra viene assorbita da parte dell'atmosfera e "intrappolata" negli strati inferiori dell'atmosfera.

Per comprendere le ragione di questo processo, conosciuto comunemente come effetto serra, dobbiamo capire le proprietà di interazione fra la radiazione e la materia.

Un fotone viene emesso da una sostanza e poi viaggia nello spazio finché non viene assorbito.

Se il fotone incontra una massa, come una particella o una molecola d’aria, allora può cambiare fase o direzione attraverso un processo detto scattering, oppure può essere assorbito.

In quest’ultimo caso il fotone cessa di esistere e la sua energia è trasferita alla sostanza che l’ha assorbito. Questa energia può manifestarsi come incremento dell’energia interna della molecola o dell’atomo o sottoforma di calore.

L’energia molecolare può essere immagazzinata in varie forme che in ordine crescente di energia sono:

- energia traslazionale
- energia rotazionale
- energia vibrazionale
- energia elettronica
Etotale = Etraslazionale + Erotazionale + Evibrazionale + Eelettronica

Una molecola in atmosfera può assorbire un fotone solo se l’energia del fotone stesso corrisponde alla differenza tra l’energia di due stati permessi della molecola. Se non ci sono transizioni permesse corrispondenti all’energia del fotone, allora esso avrà buone possibilità di attraversare l’atmosfera senza essere assorbito.
Per cui i fotoni vengono assorbiti solo in alcuni intervalli di lunghezze d'onda.

La maggior parte dell’atmosfera è composta da Azoto (N2, 78%) e Ossigeno (O2, 21%), ovvero molecole diatomiche senza momento di dipolo permanente e nemmeno temporaneo durante le vibrazioni, le quali, di conseguenza, non presentano transizioni rotazionali e vibrazionali-rotazionali alle basse energie, tipiche della radiazione terrestre.

Quindi sono le molecole poliatomiche presenti in minore concentrazione (CO2, H2O, O3) ad assorbire la radiazione all'infrarosso, invece la radiazione visibile è troppo energetica per essere assorbita dai gas atmosferici.

Nella figura sotto, sono riportati gli spettri della radiazione solare e terrestre dopo l'interazione con i gas dell'atmosfera, mentre sotto è riportato lo spettro di assorbimento per i principali gas serra.



Quindi l'interazione tra la radiazione emessa della Terra può essere schematizzata come nella figura qui sotto.

La Terra emette radiazione e lo strato d'atmosfera ne assorbe una frazione che viene riemessa sia allo strato superiore che verso la superficie e questo è la causa della temperatura maggiore osservata.



Questo è un modellino molto semplificato, anche se non troppo distante nella realtà. Comunque, sono stati creati modelli climatici che tengono in considerazione questi fattori e molti altri come l'ozono stratosferico, il ruolo del particolato, l'albedo non uniforme e anche i flussi di calore dovuti ai passaggi di stato.

Qui sotto sono riportati i flussi stimati in una delle ultime ricerche di wild et al 2013.



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the hurricane



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MessaggioInviato: Thu Apr 25, 2019 9:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

In base agli interventi precedenti si capisce quanto sia importante il ruolo dell'atmosfera sul clima terrestre e che modificare le concentrazioni di determinati gas possa avere conseguenze importante.

Adesso vediamo brevemente l'andamento della CO2 in atmosfera e del contributo antropico.

I carotaggi di ghiacci hanno permesso di avere una serie storica della CO2 lunga oltre 450000 anni e da questo grafico si osserva come la concentrazione di CO2 sia fuori scala nell'era geologica del quaternario (ovvero in condizioni geologiche simili a quelle attuali).



Un argomento molto spesso usato dagli scettici è che l'aumento della CO2 sia solamente una conseguenza dell'aumento delle temperatura globali.
Eppure il grafico mostra che anche nei periodi interglaciali più caldi dell'attuale la concentrazione della CO2 non aveva mai superato le 300ppm, mentre attualmente siamo oltre le 400ppm.

Questo indica che l'aumento attuale di CO2 ha una causa esogena al sistema Terra che ha alterato il ciclo naturale dell'anidride carbonica.

La causa principale sono le emissioni antropiche di CO2.

Prima dell'era industriale si aveva una situazione di sostanziale equilibrio tra le emissioni e il riassorbimento della CO2.

Tuttavia, come possiamo osservare nell'immagine qui sotto, le attuali emissioni di CO2 non sono più in equilibrio con la CO2 riassorbita.



è vero che le emissioni di CO2 antropica sono una minima parte di tutte le emissioni, però lo squilibrio tra emissioni e riassorbimento comporta un accumulo della CO2 in atmosfera .

Infatti, una parte della CO2 antropica riesce ad essere riassorbita tramite la fotosintesi e dagli oceani, però circa la metà della CO2 antropica rimane in atmosfera e si accumula causando l'aumento della concentrazione osservata.

Non possono essere i vulcani la causa dell'aumento della CO2?

Un'argomentazione molto usata dagli scettici è che i vulcani emettono molta più anidride carbonica delle attività antropiche, ma è vero?

No, i vulcani, compresi quelli sottomarini, rilasciano meiamente circa 0,13-0,44 gigatonellate di CO2 all’anno, cioè circa l' 1% del biossido di carbonio emesso dalle attività umane.

Ovviamente, non c’ è alcun dubbio che eruzioni vulcaniche esplosive molto potenti possono iniettare quantità significative di anidride carbonica nell’atmosfera; ad esempio, l’eruzione del 1980 del Monte Sant’Elena ha rilasciato circa 10 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera in 9 ore,ma, attualmente, le attività antropiche rilasciano la stessa quantità di anidride carbonica in sole 2 ore e mezza.

Super eruzioni possono causare importanti riscaldamenti globali

Secondo molte ricerche di paleoclimatologia, in passato è stato possibile che un intenso rilascio di anidride carbonica di origine vulcanica abbia causato periodi di riscaldamento globale, e forse anche alcune estinzioni di massa, anche se questo è ancor oggi un argomento di dibattito scientifico.

Ad esempio, secondo molti studi geologici, le eruzioni effusive di basalto avvenute in Siberia 250 milioni di anni fa, che hanno portato alla formazione del trappo siberiano, sembrano aver causato un devastante riscaldamento globale, con le temperature globali che sono aumentate di oltre 6°C.

La CO2 non è stato l’ unico gas responsabile di questo devastante riscaldamento globale, ma il metano (CH4) emesso dal carbone bruciato in Siberia e rilasciato in atmosfera dagli idrati di metano ha avuto un ruolo cruciale; infatti il metano è un gas serra 30 volte più potente della CO2 e numerosi studi hanno evidenziato che, durante queste eruzioni siberiane, si è verificato anche un importante aumento delle concentrazioni di CH4 nell’ atmosfera.

Questi cambiamenti climatici sono stati una delle concause dell’ estinzione di massa del Permiano-Triassico, quando sono scomparse più del 90% di tutte le specie del tempo.


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the hurricane



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MessaggioInviato: Fri Apr 26, 2019 9:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come abbiamo visto in precedenza l'attuale aumento della CO2 non ha cause naturali.

Ma, perchè nel passato ci sono state variazioni nella concentrazione della CO2 e queste variazioni sono la causa dell'aumento delle temperature o una loro conseguenza?

Dal punto di vista geologico la Terra si trova in un'era glaciale, l'era glaciale del quaternario, dal momento che i poli terrestri presentano calotte glaciali permanenti.

Nell'era glaciale del quaternario si alternano periodi glaciali, ovvero periodi molto freddi in cui i ghiacciai avanzano e periodi interglaciali, come quello attuale, in ci i ghiacci si ritirano.

L'alternanza di periodi glaciali e interglaciali è molto probabilmente causato dai cicli geologici di Milankovitch, ovvero variazioni di:

-eccentricità dell'orbita Terra-Sole
-obliquità dell'asse terrestre
-precessione degli equinozi



Quindi, almeno inizialmente, la transizione da un periodo glaciale a periodo interglaciale non avviene per un aumento delle concentrazione dei gas serra.

Infatti, dallo studio delle carote di ghiaccio dell'Antartide è stato osservato che l'aumento della CO2 avviene in seguito all'aumento iniziale della temperatura.



Tuttavia l'aumento di gas serra non ha un ruolo passivo in questo processo; infatti l'aumento della CO2 in atmosfera innesca un processo di feedback positivo amplificando l'aumento delle temperature; infatti il focing dovuto ai cicli di milankovitch sarebbe insufficiente per spiegare l'aumento delle temperature osservato.

Inoltre è stato anche osservato che il pianeta non si riscalda in modo modo omogeneo durante il passaggio da un periodo glaciale ad uno interglaciale.

in modo particolare si avrebbero questi step:

1) aumento del forcing radiativo per cicli di milankovitch

2) iniziale aumento delle temperature in antartide e oceani dell'emisfero meridionale

3) il riscaldamento degli oceani libera ingenti quantità di CO2 e altri gas serra

4) amplificazione del riscaldamento su tutto il pianeta con riduzione dell'albedo planetario

Infatti alcuni studi hanno mostrato che per i tropici non si ha un lag della CO2 rispetto alle temperature (Stott et al. ,2007) e i dati dei carotaggi in Groenlandia ha mostrato come sia la serie delle temperature a seguire la serie della CO2 (Caillon et al., 2003).

Comunque capisco che questi thread molto tecnici possano risultare noiosi alla maggior parte degli utenti, però occhio che per poter comprendere i cambiamenti climatici sono importanti queste informazioni.
Purtroppo nel web c'è molta disinformazione su queste tematiche e molti giustificano l'aumento attuale della CO2 come conseguenza dell'aumento delle temperature, quando i dati geologici smentiscono questa tesi Wink


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PiroSphera



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MessaggioInviato: Sun May 05, 2019 10:45 am    Oggetto: Il fisico alle prese con la meteorologia resta con un nulla di fatto. Rispondi citando

La fisica con la astrofisica studia soltanto indirettamente i meteoriti che sono densificazioni estreme di meteore, invece ciò che è meteora è fenomeno di studio diretto, per esperienza non per esperimenti, della meteorologia. Gli astrofisici studiano per postulati solo parzialmente non ipotetici e studiano anche il Sole ma non la Terra che è oggetto di studio di geologi. La assunzione, che è arbitraria, della scienza fisica quale principale tra le altre non pone in condizione fisici ed astrofisici di trovare rapporti interdisciplinari coincidenti e neppure senza tale assunzione è possibile coincidenza, che esiste invece tra scienza fisica e scienza della fisiologia. Questa ultima interdisciplinarmente offre relazioni su effetti meteo ma i relativi rapporti di studio concreti si devono avvalere di scienza biologica per tramite. La interdisciplinarità tra fisica e climatologia è ancor meno stretta e ponendo assieme più discipline si restringono ulteriormente le relazioni. Se usata per trovare nessi e risposte la fisica relazionata alla meteorologia diventa soltanto scientismo e quindi occasione di errori anche disastrosi per programmazioni della vita, per viaggi e dimore, spostamenti e soste, consuetudini di vestiari ed agricoltura, usi di tecnologia e artigianato... infatti se le relazioni esorbitanti sono accolte acriticamente allora si può pericolosamente instaurare condizione subculturale e comprensioni dimidiate e fraintendimenti del sapere, anche non scientifico. La fisica relazionata direttamente con la meteorologia in realtà offre stessi propri avulsi dati di partenza oppure dà illusioni contro la sicurezza dell'esistere.
MAURO PASTORE


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the hurricane



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MessaggioInviato: Sun May 05, 2019 7:29 pm    Oggetto: Re: Il fisico alle prese con la meteorologia resta con un nulla di fatto. Rispondi citando

PiroSphera ha scritto:
La fisica con la astrofisica studia soltanto indirettamente i meteoriti che sono densificazioni estreme di meteore, invece ciò che è meteora è fenomeno di studio diretto, per esperienza non per esperimenti, della meteorologia. Gli astrofisici studiano per postulati solo parzialmente non ipotetici e studiano anche il Sole ma non la Terra che è oggetto di studio di geologi. La assunzione, che è arbitraria, della scienza fisica quale principale tra le altre non pone in condizione fisici ed astrofisici di trovare rapporti interdisciplinari coincidenti e neppure senza tale assunzione è possibile coincidenza, che esiste invece tra scienza fisica e scienza della fisiologia. Questa ultima interdisciplinarmente offre relazioni su effetti meteo ma i relativi rapporti di studio concreti si devono avvalere di scienza biologica per tramite. La interdisciplinarità tra fisica e climatologia è ancor meno stretta e ponendo assieme più discipline si restringono ulteriormente le relazioni. Se usata per trovare nessi e risposte la fisica relazionata alla meteorologia diventa soltanto scientismo e quindi occasione di errori anche disastrosi per programmazioni della vita, per viaggi e dimore, spostamenti e soste, consuetudini di vestiari ed agricoltura, usi di tecnologia e artigianato... infatti se le relazioni esorbitanti sono accolte acriticamente allora si può pericolosamente instaurare condizione subculturale e comprensioni dimidiate e fraintendimenti del sapere, anche non scientifico. La fisica relazionata direttamente con la meteorologia in realtà offre stessi propri avulsi dati di partenza oppure dà illusioni contro la sicurezza dell'esistere.
MAURO PASTORE


Mi sembra un commento con idee un po' confuse.

Prima di tutto la scienza attuale non è suddivisa in categorie rigorose; io, ad esempio, pur essendomi laureato con una tesi di fisica dell'atmosfera ho anche ottime conoscenze di geofisica e buone conoscenze di astronomia, oltre che di tutta la fisica di base.

Inoltre molti gruppi di ricerca soprattutto recentemente hanno capito l'importanza del confronto con gli altri gruppi di ricerca, come esempio qualche mese fa ho partecipato ad un convegno del dipartimento di scienze ambientali dove erano presenti fisici, geologi, laureati in scienze ambientali, ingegneri ecc...

Citazione:
"La interdisciplinarità tra fisica e climatologia è ancor meno stretta e ponendo assieme più discipline si restringono ulteriormente le relazioni. Se usata per trovare nessi e risposte la fisica relazionata alla meteorologia diventa soltanto scientismo e quindi occasione di errori anche disastrosi per programmazioni della vita, per viaggi e dimore, spostamenti e soste, consuetudini di vestiari ed agricoltura, usi di tecnologia e artigianato... "


Per quanto riguarda la meteorologia la componente di fisica è molto importante in quanto l'atmosfera sostanzialmente è un fluido in moto e come tale rispetta le leggi fisiche ben conosciute.

Poi sinceramente, gli esperti del settore conoscono molto bene anche i limiti dei modelli, il problema è che molti articoli nel web sono scritti con lo scopo di prendere click dall'utente medio.

Ovviamente per quanto ci sia stato un miglioramento nelle previsioni del tempo rispetto a 30 anni fa, non è ancora possibile possibile spingersi oltre i 3-5 giorni per le previsioni locali.

E lo stesso per la climatologia, sicuramente i modelli non sono perfetti e non sono in grado di prevedere con esattezza di quanto aumenteranno le temperature, però ad oggi sono l'unico strumento utile per stimare il global warming. Per cui se i politici devo prendere decisioni oggi non possono che considerare i risultati di quei modelli.


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Telecuscino
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MessaggioInviato: Mon May 06, 2019 10:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao @theHurricane Smile
Volevo chiederti una cosa riguardo alla storia "più caldo più fenomeni violenti".
Si sa che terra e mari più caldi (specie nella seconda parte d'estate) garantiscono botte temporalesche belle toste.
Peró proprio in questi giorni vediamo che anche in un contesto termico fresco e mari non caldi abbiamo avuto manifestazioni estreme (vedi Garda, grandinate a Osimo intense etc.)
Forse non sarà più la differenza di T presente e quella fredda in arrivo (non so chiamiamolo delta termico) piuttosto che il caldo?
Ovvio se ho una +20 e mi arriva una +5 a scalzare tutto sarà un disastro.
Peró anche se ho la +8/+9 e mi arriva la -2 puó essere problematico!
Cosa ne pensi?


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avventura



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MessaggioInviato: Mon May 06, 2019 10:56 am    Oggetto: Rispondi citando

secondo me non sempre + caldo uguale a fenomeni violenti, ci deve essere molta differenza tra polo ed equatore, se il polo si scalda il gradiente è minore, meno fenomeni violenti, detta terra terra


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